
Longobucco (Cosenza) - Le forti precipitazioni registrate di questi giorni hanno provocato una frana a Longobucco, con conseguente crollo di un muro di contenimento, determinando una situazione di pericolo per alcune abitazioni. Nella sola serata di giovedì erano caduti nella zona oltre cento millimetri di pioggia. Il sindaco, Luigi Stasi, dopo avere effettuato un sopralluogo nella zona insieme al presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale, Domenico Bevacqua, ed al responsabile della Protezione civile regionale, Carlo Tansi, ha disposto lo sgombero della case che presentavano una condizione di rischio a causa della frana. Secondo quanto ha riferito al sindaco Stasi il consigliere Bevacqua, il presidente della Regione, Mario Oliverio, ha autorizzato un finanziamento di 50 mila euro per la messa in sicurezza del costone interessato dal crollo.
Il primo cittadino Luigi Stasi ha espresso soddisfazione "per la celerità e la competenza con cui i tecnici hanno effettuato il sopralluogo ed esaminato la grave emergenza che ha richiesto, tra le altre cose, l’immediato sgombero delle abitazioni".
La frana è avvenuta alle ore 22:30 di giovedì 27 ottobre e il fenomeno ha coinvolto, dalla testata al fondo valle, un pendio costituito da conglomerati d’origine continentale. A causarla sono state le precipitazioni metereologiche, pari a circa 100 millimetri di pioggia, che si sono riversate tra le 12 e le 22. ll fenomeno ha provocato il collasso di una parte di muro di rilevanti dimensioni, per un’altezza di 38 metri lineari, in cemento armato con tiranti, realizzato alla fine degli anni ottanta. La costruzione, nel corso degli ultimi decenni, aveva già evidenziato segni di cedimento, condizioni che si sono particolarmente accentuate nel corso del 2016. Questi ultimi eventi hanno indotto il responsabile dell’ufficio tecnico a predisporre un piano di monitoraggio finalizzato alla caratterizzazione del fenomeno per poter pianificare i relativi lavori di messa in sicurezza.
L’impresa incaricata aveva avviato le operazioni di posa della strumentazione di monitoraggio e durante queste operazioni la sonda e le attrezzature di corredo sono state coinvolte dalla frana. Il fenomeno, che al momento del sopralluogo effettuato ancora si presentava in attività, ha provocato a valle la parziale ostruzione del torrente Macrocioli a causa del materiale di versante collassato, mentre a monte ha causato un ampliamento retrogressivo della corona di frana. "La priorità - si legge in una nota - è la messa in sicurezza ed il rafforzamento del materiale al piede della frana in modo da evitare che lo stesso venga interessato da trasporti a valle con possibile totale occlusione dello stesso corso d’acqua".
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