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Cosenza - Un'operazione dei carabinieri è in corso, a Cosenza, per l'esecuzione di ordinanze di misura cautelare nei confronti di 18 persone ritenute appartenenti ad una rete di soggetti dediti ai furti di auto, alla ricettazione ed alle estorsione con il metodo del cosiddetto "cavallo di ritorno". I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Cosenza e dal gip del Tribunale dei minorenni di Catanzaro, su richiesta delle locali procure della Repubblica. L'operazione è stata condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, supportati dai militari dell'8° Nucleo elicotteri, del 14° Battaglione Calabria, del Nucleo cinofili e dello Squadrone eliportato carabinieri cacciatori di Vibo Valentia. Nell'operazione, cui stanno partecipando oltre 200 carabinieri, sono in corso anche numerose perquisizioni domiciliari a carico di altri soggetti indagati in stato di libertà per i medesimi reati. I particolari sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa in programma alle 11 nella Procura della Repubblica di Cosenza. 

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L'operazione e' stata denominata in codice "Scacco al cavallo". L'indagine, condotta dal mese di novembre 2017 dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Rende - unitamente a quelli del Nucleo Investigativo di Cosenza e della Stazione Carabinieri di Montalto Uffugo - scaturisce da una seria recrudescenza del fenomeno dei furti di veicoli rilevato nell'area urbana di Cosenza e Rende e nella zona valliva di Montalto Uffugo (molti dei quali rinvenuti pochi giorni dopo la presentazione della denuncia di furto). Il gruppo criminale individuato era composto in gran parte da soggetti di etnia "rom" che, trafugati i veicoli, in particolar modo Fiat Panda, Punto, Grande Punto, 500 e Lancia Y, contattavano i proprietari chiamandoli da cabine telefoniche pubbliche, al fine di imporre loro, nell'ambito di incontri che si svolgevano nel "Villaggio degli Zingari" di Cosenza, la corresponsione di somme di denaro per la restituzione. Solo all'atto della riscossione del provento dell'estorsione, variabile da 300 a 1.500 euro, indicavano ai proprietari dei mezzi il luogo dove avrebbero potuto rinvenirli. Quando le vittime non aderivano alle richieste estorsive, provvedevano a "cannibalizzare" le autovetture, smontando e vendendo pezzi di ricambio.  Sono 52 i furti di autovetture, seguiti da altrettanti episodi di estorsione, documentanti dai carabinieri, anche raccogliendo le dichiarazioni delle vittime (48 le persone ascoltate), la maggior parte delle quali ha collaborato con i militari nell'identificazione degli autori, segno - sottolineano gli inquirenti - di fiducia da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni

I NOMI

Dieci le persone finite in carcere e sei ai domiciliari. Nell'operazione sono coinvolti anche due minorenni, uno finito in carcere e uno destinato ad una comunita' di recupero. In carcere sono finiti Stefania Granato, Fioravante Naccarato, Leonardo Bevilacqua, Giuseppe Marsico, Leonardo Berlingieri, Antonio Berlingieri, Francesco Berlingieri, Marco Abbruzzese, Carmine Anzillotti e Stefano Bartolomeo. Arresti domiciliari per Christopher Manzo, Cristian Abbruzzese, Matteo Anzillotti, Giulio Manzo, Antonio Bevilacqua e Andrea Cosimo Manzo.

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