
Cosenza - È stata rimpatriata nei giorni scorsi la salma del 19enne Jallow Banna, che dal Gambia era arrivato in Italia dove ha però trovato la morte, sulla strada Statale 106 a Corigliano Rossano. Lo rende noto l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”. Il giovane era rimasto vittima, ricordano in una nota, di un terribile incidente, in sella ad una bici, il 14 giugno, alle 21:30, all’altezza del km 16 della “strada della morte”, nel territorio del comune di Corigliano Calabro, dove il gambiano era ospite in una struttura di accoglienza.
L’investitore era però fuggito. Sono stati i carabinieri di Corigliano Calabro, i primi a intervenire sul posto e a soccorrere Banna e a rintracciare dopo 24 ore il giovane e l’auto pirata che peraltro non era assicurata.
“Finalmente – dichiara Fabio Pugliese presidente dell’Associazione – dopo tutte le lungaggini burocratiche, l’autopsia e con l’aiuto del Consolato, la salma di questo sfortunato ragazzo gambiano è riuscita ad arrivare nel suo Paese, nella sua terra d’origine, tra le braccia della sua mamma, delle sue sorelle e dei familiari”.
“Banna era un ragazzo di 19 anni del Gambia – continua il Presidente – rifugiato politico in Italia. Sognava un Gambia libero e democratico, un mondo migliore ed aveva grandi speranze nel futuro. La sua tragica vicenda ha commosso e, al tempo stesso, indignato tutti noi dell’Associazione ma anche gli altri profughi e dagli operatori del centro di accoglienza dove era ospite e l’intera società civile. Infine, vorrei ringraziare – conclude Pugliese – Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, e partner legale dell’Associazione Basta Vittime Sulla Strada Statale 106. La scelta di farsi carico del rimpatrio di Jallow Banna, infatti, è stata una scelta apprezzata dall’intera Associazione, così come l’impegno che si è assunto per rendere giustizia al ragazzo e ai suoi familiari”.
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