
Reggio Calabria - È in navigazione verso le coste calabresi il mercantile liberiano “Bux Sailor”che ieri sera ha tratto in salvo 270 profughi. La nave dovrebbe approdare in giornata nel porto di Gioia Tauro dal momento che tutti i centri di accoglienza siciliani erano saturi e le autorità maltesi si sono rifiutate di accogliere. Il barcone alla deriva è stato soccorso a 60 miglia da Lampedusa, in acque di competenza maltese. I migranti avevano lanciato l'Sos due giorni fa con un telefono satellitare, a bordo anche una donna incinta che ha partorito durante la traversata. Sono, dunque, stati soccorsi dalla Guardia Costiera complessivamente un migliaio di profughi su cinque diversi barconi, compresi i 270 che stanno navigando verso la Calabria in queste ore.
Profughi soccorsi sbarcheranno a Gioia Tauro
Sono 284 (e non 270 come era stato comunicato in un primo momento) i profughi a bordo del mercantile liberiano ''Bux sailor'' che sta facendo rotta verso Gioia Tauro dove avere raccolto i naufraghi che erano su un barcone alla deriva in acque maltesi. Tra di loro anche numerose donne e bambini. L'arrivo nel porto calabro è previsto nel primo pomeriggio di oggi. E' stata fatta attraccare da poco la portacontainer Bux Sailor battente bandiera liberiana che ha salvato in acque internazionali prelevandoli da un'imbarcazione in legno di circa 15 metri. Sulla banchina del molo nord del porto di Gioia Tauro sono pronti alcuni pullman, personale sanitario, polizia di frontiera, capitaneria di porto e guardia di finanza oltre ai carabinieri per accogliere i migranti che sono di nazionalità siriana, eritrea ed etiope.
Tra i migranti c'e' una donna incinta e una persona che potrebbe avere i sintomi della malaria. Per questo i soccorritori hanno attivato postazioni di emergenza con ambulanze pronte a trasferire i migranti nei centri ospedalieri della zona. I primi ad intervenire a bordo nave saranno medici della sanità marittima che dovranno verificare le condizioni di salute dei migranti ed eventuali rischi di contagio subito dopo verranno sbarcati tutti, identificati e trasferiti in un capannone posto nella seconda zona industriale di San Ferdinando per essere identificati. Sul posto ci sono numerose associazioni di volontariato tra le quali Emergency, l'associazione Il Cenacolo di Maropati, il Samaritano di Polistena con don Pino De Masi di Libera, protezione civile e Croce rossa. Le operazioni vengono coordinate dalla questura di Reggio Calabria e dal Commissariato di Gioia Tauro oltre che dalla Capitaneria di Porto.
265 hanno lasciato la Calabria
Hanno lasciato la Calabria 265 dei 284 immigrati di varia nazionalità sbarcati a Gioia Tauro. La gran parte degli immigrati, dopo avere ricevuto assistenza in un centro d'accoglienza a San Ferdinando, hanno abbandonato volontariamente il centro e si sono allontanati, motivando la loro decisione con la volontà di ricongiungersi con i loro parenti che già si trovano all'estero.
© RIPRODUZIONE RISERVATA