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Crotone - Dalle prime luci dell'alba è in corso una vasta operazione di polizia, coordinata dalla Procura di Crotone, nei confronti di numerosi soggetti accusati a vario titolo di far parte di due associazioni internazionali dedite al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina di richiedenti asilo politico. Tra i vari arrestati ci sono anche avvocati, pubblici ufficiali e anche due appartenenti alla Polizia di Stato della Questura di Crotone. In corso perquisizioni in tutta Italia.

L'operazione condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Crotone, con il supporto delle Squadre Mobili di Bolzano, Catanzaro, Forlì, Lecce, Roma, Terni, Vibo Valentia, dei Reparti Prevenzione Crimine di Siderno e Vibo Valentia, del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni e del Gabinetto regionale di Polizia Scientifica di Reggio Calabria, è stata denominata "Ikaros". I dettagli dell'operazione sono illustrati in una conferenza stampa nella sede della Questura di Crotone alla presenza del Procuratore della Repubblica, Giuseppe Capoccia, del sostituto Alessandro Rho, e del Questore di Crotone, Massimo Gambino.

24 arresti

Sono 24 le persone arrestate questa mattina dalla Polizia di Stato nell'ambito di una vasta operazione denominata "Ikaros". Le accuse contestate a vario titolo agli arrestati (15 in carcere e 9 ai domiciliari) sono quelle di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, falsità ideologica, traffico di influenze illecite, corruzione. Gli indagati sono complessivamente 90. Tra le persone coinvolte, in particolare, anche cinque avvocati del foro di Crotone, due agenti di polizia in servizio nell' ufficio immigrazione della questura di Crotone, un agente della polizia locale, un dipendente della Prefettura di Crotone in servizio presso la commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.

I due sodalizi, con ramificazioni in Italia e all'estero, si premuravano di predisporre documentazione con la quale si attestavano residenze fittizie e false assunzioni nei confronti di stranieri richiedenti asilo, per lo più curdo-iracheni, che avevano interesse ad ottenere protezione internazionale non perché ce ne fosse reale necessità, ma per ottenere un permesso di soggiorno che garantisse loro piena libertà di movimento in Italia e Europa. Per raggiungere l'obiettivo i richiedenti asilo erano disposti a pagare somme di denaro. Promotori delle due associazioni erano stranieri residenti nel Crotonese, in contatto con connazionali stanziati per lo più in Iraq, che fungevano da intermediari con gli avvocati compiacenti cui spettava il compito di predisporre la falsa documentazione e attestazioni sulla falsa presenza in Italia dei richiedenti asilo per conto dei quali presentavano le richieste di protezione internazionale soprattutto alle questure di Crotone e Catanzaro. A quel punto il richiedente asilo giungeva dall'Iraq in aereo con regolare visto turistico e una volta ottenuto il permesso di soggiorno tornava in quel paese dal quale asseriva di voler essere protetto. I complici italiani si sarebbero prestati a fronte di somme di denaro e regalie.

Procuratore: "Grave deficit legalità"

"Un magma indigesto che mostra come questa terra abbia un deficit di legalità gravissimo anche in quei gruppi di professionisti che dovrebbero stare dalla parte della legalità". Lo ha detto il Procuratore di Crotone, Giuseppe Capoccia nella conferenza stampa seguita all'operazione Ikaros che ha portato all'esecuzione di 24 misure cautelari per favoreggiamento all'immigrazione clandestina. Coinvolti alcuni cittadini stranieri e diversi professionisti finiti ai domiciliari: si tratta degli avvocati Andrea Falcone, Gianluca Malena, Irene Trocino, Sergio Trolio e Gabriella Panucci; degli agenti di polizia Rocco Meo e Salvatore Panciotto, del vigile urbano Alfonso Bennardis e del dipendente della Prefettura presso la Commissione territoriale, Gennaro Mazza. "La legalità - ha aggiunto Capoccia - non è una fiaccolata. Qui bisogna ciascun gruppo che esprime legalità faccia una profonda riflessione. Questa operazione, comunque, dimostra che lo Stato ha gli anticorpi per reagire". "Il motore delle due associazioni - ha detto il sostituto procuratore Alessandro Rho - era il denaro. I numeri sono importanti. Si parla di diverse migliaia di euro a pratica. I capi di imputazione sono 209 e le persone indagate 90. In pratica queste due associazioni, che avevano dei punti in comune, fungevano da agenzie di servizi ilelciti per creare documenti falsi atti per permettere di far ottenere i permessi di soggiorno e far restare in Italia persone che non ne avevano diritto". L'indagine ha riguardato un arco temporale che va dal 2017 al 2020 ed è partita da una segnalazione interna della Questura di Crotone, è stata condotta dalla II sezione della Squadra Mobile guidata dal vice questore Nicola Lelario. "Abbiamo fotografato - ha detto Lelario - quello che si può definire il sistema Crotone. La nomea di Crotone era che qui si ottenevano facilmente i permessi di soggiorno. Le due associazioni organizzavano tutto: dalla falsificazione dei documenti ai viaggi in Italia per fare il colloquio. Quando abbiamo fermato diverse persone che avevano ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale in modo illegale queste ci hanno rinunciato".

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