
Vibo Valentia - È in corso nell'ospedale di Vibo Valentia la visita della task force inviata dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per fare accertamenti sul decesso della neonata morta durante il trasferimento in ambulanza nel nosocomio di Catanzaro. Insieme ai componenti dell'organismo ministeriale anche funzionari della Regione che hanno incontrato il direttore sanitario dell'ospedale Michelangelo Miceli ed i primari Antonio Imbarlina e Caterina Procopiom che hanno assistito a tutte le fasi del parto cesareo. Dopo l'arrivo gli inviati del Ministro hanno effettuato un giro tra i reparti di ostetricia e pediatria. È in corso, intanto, l'autopsia che viene eseguita dal medico legale incaricato dal sostituto procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Santi Cutroneo. La famiglia della neonata morta, assistita dagli avvocati Garisto e Montirosso, ha nominato un consulente ed un pediatra che stanno prendendo parte all'esame autoptico.
Al lavoro tavolo esperti Agenas
Saranno coinvolte tutte le principali società scientifiche e i professionisti dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, dell'Istituto Giannina Gaslini di Genova e dell'Azienda ospedaliera Meyer di Firenze nel tavolo tecnico istituito presso l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), e composto da rappresentati del Ministero della salute e delle Regioni, per approfondire il tema delle Reti pediatriche nell'ambito del sistema di emergenza urgenza e nel rapporto con le altre reti assistenziali, ospedaliera e territoriale. "Già dallo scorso febbraio, su indicazioni ricevute dal ministro Lorenzin - afferma in una nota il direttore generale Agenas, Francesco Bevere - abbiamo istituito un Tavolo tecnico perché riteniamo di fondamentale importanza creare un sistema di monitoraggio e valutazione della funzionalità ed efficacia dei percorsi di cura. I dirigenti e i professionisti di Agenas sono sempre in campo, anche in queste ore in Calabria con la task force inviata dal ministro Lorenzin. Lo stesso ministro - ha aggiunto - ci ha chiesto, come scritto nel Patto della Salute, di intervenire con tutte le nostre forze nell'organizzazione di quelle reti dove entra in gioco la vita delle persone''. ''Individuare criticità organizzative e assistenziali e intervenire per eliminare carenze e inefficienze - conclude Bevere - è il più alto livello di prevenzione, la più grande difesa della salute di tutti i cittadini, soprattutto di quelli più fragili".
Mangialavori: servono risorse contributo oggettivo per superare criticità sanitarie presenti
"'Chi salva una vita salva il mondo intero'. Ho letto questa frase, tratta dalla Torah, per la prima volta, in un reparto di Neonatologia. Era l’espressione con cui un genitore ringraziava i medici per il loro lavoro che aveva avuto un esito felice" - ricorda il consigliere regionale Giuseppe Mangialavori.
"Purtroppo - aggiunge l'esponente CdL - le cronache di questi giorni raccontano una vicenda triste e dolorosa dai risvolti luttuosi. Su eventuali responsabilità giuridiche sarà la magistratura a fare piena luce. Lo strazio che reca in sé la vicenda impone il silenzio. La politica, però - prosegue Mangialavori - non può rimanere inerte e ancor meno, indifferente. Più volte, nei giorni scorsi, ho posto l’attenzione sulla necessità di una generale revisione del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. Il depotenziamento delle strutture sanitarie periferiche e l’annullamento dell’operatività di molti reparti si traducono, senza dubbi di sorta, in un rilevante vulnus per il diritto alla salute che pure sarebbe costituzionalmente garantito. Fra i deficit del rinnovato piano sanitario - evidenzia ancora il consigliere - anche l’impoverimento dei reparti di Neonatologia (come nel caso di Lamezia Terme). In realtà sarebbe fondamentale prevedere la funzionalità di tale reparto presso ogni struttura che registri la presenza dell'Ostetricia. L’invio di una task force al fine di fare piena luce sull’accaduto è un atto di per sé condivisibile. Tutto ciò che è orientato verso la verità e la giustizia va accolto positivamente. Ma la presenza dello Stato - conclude Giuseppe Mangialavori - non può esercitarsi, prevalentemente, in questi termini. Servono risorse e un contributo oggettivo per superare le tante criticità sanitarie presenti nella nostra regione. La politica calabrese s’impegni ad assolvere al suo dovere. E quella nazionale cambi veramente registro ed offra il suo apporto".
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