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Catanzaro - “Vigili urbani utilizzati per scopi privati, appalti affidati a consiglieri comunali, sanzioni cancellate agli amici dei politici e ancora truffe ed estorsioni”. E' quanto emerge dall'inchiesta "Catanzaropoli" condotta dai pm Gerardo Dominijanni e Graziella Viscomi. Oggi la Digos ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini a carico di 26 persone tra politici, imprenditori, funzionari pubblici, vigili urbani e professionisti. Tra le vicende finite nella lente degli inquirenti ci sono l'affidamento della fornitura dei gazebo per la "Notte piccante" al consigliere comunale Franco Leone (quest'ultimo indagato anche per estorsione); i finanziamenti dati dal Comune per la festa dell'artigianato; l'utilizzo della polizia municipale per controllare le auto delle persone partite per Roma per partecipare alla manifestazione di Forza Italia.

Tra le ipotesi d'accusa anche gli incarichi affidati dall'amministrazione ad alcuni architetti, legati da rapporti di amicizia ad alcuni esponenti politici per la ristrutturazione di alcune scuole. L'abuso d'ufficio viene contestato anche al comandante dei vigili in merito al suo rinnovo della patente. Peculato è invece l'accusa per l'ex assessore Massimo Lomonaco per l'utilizzo del cellulare di servizio per finalità private. Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali sarebbe emerso l'interessamento di un consigliere comunale per bloccare le sanzioni a due esercizi commerciali del quartiere Lido.

Diverse ipotesi peculato contestate

Avrebbero utilizzato mezzi e personale dell'amministrazione comunale per finalità private. Sono diverse le ipotesi di peculato individuate dalla Procura di Catanzaro a carico di amministratori locali e appartenenti ai vigili urbani del capoluogo. L'ex assessore comunale al Personale, Massimo Lomonaco, avrebbe utilizzato un dipendente comunale, Roberto Politi (anche lui finito sotto indagine) per il disbrigo di pratiche personali. Il dipendente pubblico il 7 marzo 2013 durante gli orari di ufficio avrebbe portato a riparare l'autovettura dell'allora assessore in una concessionaria di Lamezia Terme; il 18 aprile dello stesso anno, invece, sarebbe stato inviato sempre da Lomonaco in un noto bar di via Lucrezia della Valle a ritirare una torta. Infine, un mese dopo, lo stesso dipendente si sarebbe recato in uno studio privato per ritirare un certificato per conto di Lomonaco. Quest'ultimo deve rispondere di peculato anche per l'utilizzo privato del cellulare intestato all'amministrazione comunale. L'ex assessore comunque, è scritto nell'avviso di conclusione delle indagini, una volta a conoscenza dell'inchiesta avrebbe provveduto al pagamento delle bollette. Tra le telefonate finite nel mirino anche quelle con una escort. In questo caso Lomonaco deve rispondere anche di induzione indebita a dare o promettere utilità. Da assessore, infatti, avrebbe abusato del suo ruolo per agevolare il rinnovo della carta di identita' a una cittadina straniera inducendola "a corrispondergli o comunque promettergli indebitamente una prestazione sessuale, rivolgendole, tra l'altro, frasi del tipo: ma io un bacio da te me l' aspetto perché sto lavorando molto per te". L'utilizzo spregiudicato del telefonino di servizio é costato un'accusa di peculato anche all'ex assessore Stefania Lo Giudice. Sotto inchiesta per due ipotesi di peculato anche il tenente colonnello dei vigili urbani Salvatore Tarantino. Il 4 luglio 2013 l'ufficiale avrebbe incaricato un vigile, distraendolo così dal proprio servizio, a condurre l'auto guasta di un dirigente comunale presso un'autofficcina del quartiere Lido. Il 24 marzo 2013, invece, incaricava due vigili a un "servizio di vigilanza notturna nei pressi della funicolare di Catanzaro ove erano parcheggiate, in attesa della partenza per Roma, autovetture di un gruppo di militanti convocati dall'allora assessore regionale e consigliere comunale Domenico Tallini per la partecipazione a una manifestazione di partito. Per tale condotta, peraltro, il Comune veniva a sopportare un esborso per il pagamento di ben 8 ore di lavoro straordinario nei confronti dei due dipendenti"

Tra indagati comandante vigili urbani
Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, è questa l'accusa di cui devono rispondere il comandante dei vigili urbani di Catanzaro Giuseppe Antonio Salerno, il tenente colonnello Salvatore Tarantino e il medico militare Raffaele Luigi Riso. Secondo l'accusa il rinnovo della patente del generale Salerno sarebbe avvenuto senza le obbligatorie visite mediche. In pratica il medico Riso avrebbe attestato "falsamente la condizione dell'idoneità fisica del Salerno pur non avendo mai proceduto a una visita. In particolare, Tarantino, previo accordo, si recava dal Riso fornendogli i dati identificativi del Salerno che il medico si limitava a riportare sulla certificazione prodromica al rilascio del rinnovo della patente di guida, senza compiere la minima attività sanitaria idonea a verificare lo stato di salute del richiedente".

Tallini indagato per abuso d'ufficio
Abuso d'ufficio, è questa l'accusa di cui deve rispondere il consigliere regionale Domenico Tallini nell'ambito dell'inchiesta "Catanzaropoli". Secondo i pm Gerardo Dominijanni e Graziella Viscomi l'esponente di Forza Italia, assieme al consigliere comunale Carlo Nisticò e al tenente colonnello dei vigili urbani Salvatore Tarantino al fine di favorire Salvatore Megna titolare di un esercizio commerciale, omettevano di verbalizzare la presenza di violazioni edilizie emerse dopo un sopralluogo nella struttura. In particolare, scrivono i pm, "ciò avveniva di seguito all'intermediazione di Tarantino edotto dall'attività di verifica da Nisticò (su impulso del Megna) e successivamente anche dal Tallini. Con tali condotte procuravano un ingiusto vantaggio al Megna consistito nella omessa irrogazione di sanzioni a carico, con ingiusto danno del Comune di Catanzaro in agro del quale le opere non assentite sono state eseguite".

Le minacce ad un funzionario comunale

"Ti faccio sapere che dietro l'angolo il cervello scoppia per cui non avendo niente da perdere, non ti lamentare se nu jurnu ti jettu na curteddrata, tantu non ti pago mancu na lira... Vi fazzu sapira ca cu mia va guastastivu". Sarebbero queste le parole usate dal consigliere comunale di maggioranza Franco Leone nei confronti di un funzionario comunale che nonostante le gravi minacce ha trovato il coraggio di denunciare tutto alle forze dell'ordine. Estorsione, questa l'accusa ipotizzata dalla Procura nei confronti del politico. Al centro della vicenda le fatture emesse dall'associazione "Artigianando" relative alla manifestazione "Aspettando il Natale, artigiani in piazza". Secondo l'accusa, le richieste di pagamento erano illegittime "sia in ragione dell'assenza di alcun credito vantato direttamente nei confronti del Comune, giacche' il credito si riferiva a fatture di un terzo, ed anche atteso che risultava dovuta dall'amministrazione nei confronti dell'associazione solo un contributo pari al 30% delle spese sostenute".

Inchiesta Comune Catanzaro: Pd, amministrazione esca empasse

"Con la notifica di 26 avvisi di conclusione delle indagini a carico di altrettante persone coinvolte, si scrive un'altra pagina buia della storia politico-amministrativa del Capoluogo di regione". E' quanto si legge in una nota della segreteria della Federazione provinciale di Catanzaro del Partito democratico. "I nuovi fatti relativi a 'Catanzaropoli' - prosegue la nota - consegnano, ancora una volta, alla cronaca nazionale un quadro desolante che aggrava la situazione già delineata nel primo filone dell'inchiesta. Si continua mortificare una città già messa in ginocchio da disservizi e degrado che condannano quello che dovrebbe essere il Capoluogo di regione alla marginalità. Politici, imprenditori, funzionari pubblici, dirigenti comunali, vigili urbani e professionisti, accusati a vario titolo di peculato, induzione indebita a dare e promettere utilità, truffa, abuso di ufficio: in poche parole uno schiaffo alla dignità della città onesta, laboriosa, perbene che si sacrifica, paga le tasse, rispetta le regole. Quando raccontato in quella ormai famigerata inchiesta riassume una costante mancanza di rispetto nei confronti dei catanzaresi che, nonostante tutto, hanno continuato a dare e guardare all'amministrazione comunale al governo con la speranza di una inversione di marcia. Una quotidianità fatta di rifiuti, strade dissestate, periferie abbandonate, centro storico svuotato, disoccupazione, vuote campagne di propaganda, economia in ginocchio, recrudescenza criminale che le beghe politiche e i turn over in Giunta non riescono a dissimulare nella loro pesante gravità". "E' arrivato il momento - conclude il Pd - di uno scatto di orgoglio: l'amministrazione comunale si preoccupi di dare risposte alla comunità catanzarese e si concentri sull'individuazione delle vie d'uscita a questo impasse che blocca ogni possibile prospettiva di futuro".

 

 

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