
Potenza - I pubblici ministeri di Potenza, Francesco Basentini e Laura Triassi, che coordinano l'inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata, hanno chiesto il rinvio a giudizio per 59 persone e dieci società, fra cui l'Eni e l’Ecosistem srl di Lamezia Terme. Esce definitivamente dall'inchiesta il Sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo del Pd, che era stato indagato per il reato di corruzione per induzione a fini elettorali. Tra le 59 persone figurano anche il presidente del Cda dell’Ecosistem, Rocco Aversa, Salvatore Mazzotta, amministratore delegato della società e Antonio Curcio, dipendente dell’Ecosistem.
A maggio erano state iscritte nel registro degli indagati 60 persone e 9 società: di questi, manca solo il nome dell’ex assessore di Corleto Perticara, Franca De Bona, per la quale è stata disposta l’archiviazione. Toccherà ora ai giudici decidere per chi e per quale società comincerà il processo.
L’azienda lametina e i suoi vertici, erano finiti al centro dell’inchiesta perché, secondo quanto hanno ricostruito gli inquirenti, avrebbero classificato i rifiuti come non pericolosi e che invece lo erano e, pertanto, necessitavano di un adeguato iter di smaltimento. Un iter che, dalle indagini del Noe, successivamente comprovate dal Gip che ha firmato l’ordinanza, non sarebbe stato rispettato al fine di ottenere illeciti profitti.
I pubblici ministeri hanno poi dato parere favorevole al dissequestro del Centro Oli dell'Eni, a Viggiano, in provincia di Potenza, in base alle verifiche effettuate nelle ultime settimane dai consulenti della Procura. Avrebbe, quindi, rispettato le modifiche richieste, ma sarà solo nella prossima settimana che arriverà la decisione definitiva. Nel centro oli di Viggiano, fino al 31 marzo scorso - quando l'inchiesta portò al sequestro di alcune strutture, venivano trattati circa 75 mila barili di petrolio al giorno. Ora potrà riprendere l'attività.
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