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Catanzaro - Frasi di minaccia e di offesa sono state rivolte, nella giornata di ieri, alla giornalista, Gabriella Passariello. Gli episodi si sono verificati prima con alcune telefonate in redazione, poi con l'arrivo nella stessa sede di tre donne che si sono qualificate come parenti di un uomo arrestato nell'ultima operazione di polizia denominata "Filo rosso" contro una cosca di Lamezia Terme. Le donne avrebbero chiesto di rimuovere un articolo a firma della stessa Passariello dal titolo "Filo Rosso, le relazioni extraconiugali e le ritorsioni all'interno della cosca". Secondo quanto ricostruito, le donne avrebbero affermato, tra l'altro: "Se non togliete l'articolo vi facciamo chiudere il giornale", mentre un'altra donna avrebbe apostrofato Passariello con pesanti insulti. Quindi sarebbero passate alle minacce. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Vibo Valentia, dove ha sede la redazione, ma le donne erano gia' andate via. Il direttore Mimmo Famularo e la redazione del giornale on line Zoom24 hanno affermato: "Teniamo la barra dritta e proviamo a lanciare un messaggio chiaro a chi tenta, anche velatamente, di intimidirci e di limitare la nostra liberta', non rimuove nulla di cio' che scrive perche' i cronisti che vi fanno parte, prima di scrivere, si documentano. E cio' a costo di finire nel mirino dei diretti interessati. Nella spiacevole circostanza - hanno aggiunto - la solidarieta' del direttore e di tutta la redazione va alla collega Gabriella Passariello, professionista instancabile e sempre sul pezzo. Una di quelle che non si tirano mai indietro, neanche quando il rischio di incappare in situazioni spiacevoli e' dietro l'angolo".

ll segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa, Carlo Parisi, nell'esprimere a Gabriella Passariello, alla sua famiglia ed alla redazione "la piena solidarieta' della Fnsi e del Sindacato Giornalisti della Calabria", sottolinea "che il prezzo del giornalismo d'inchiesta, ovvero quello fatto con serieta', passione e coraggio, non puo' essere certamente messo in discussione o censurato semplicemente perche' qualcuno si sente toccato da scomode verita'. In ogni caso a nessuno e' consentito ricorrere impunemente a minacce o violenze ed e' compito della magistratura e delle forze dell'ordine perseguire quanti ne facciano ricorso nel tentativo, vano, di imbavagliare i giornalisti, quotidianamente impegnati a garantire un'informazione senza censure di sorta". Solidarieta' alla giornalista Gabriella Passariello, al direttore Mimmo Famularo e a tutta la redazione e' stata espressa dal consigliere regionale Wanda Ferro: "Sono inaccettabili - dice Wanda Ferro - queste continue aggressioni a giornalisti che fanno il loro mestiere con serieta' e impegno. Quella del giornalista e' una professione che, ancor di piu' in Calabria, e' tanto preziosa quanto difficile, perche' si trova a confrontarsi con una realta' fortemente condizionata dalla criminalita' organizzata e da una cultura mafiosa che fa della minaccia, della prepotenza, della prevaricazione, il linguaggio con cui imporre il proprio condizionamento, fino a decidere cosa si puo' o non si puo' scrivere, o meglio, cosa si puo' o cosa non si deve sapere". 

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