
Reggio Calabria - Intrusione notturna a Reggio Calabria nella redazione de "L'Avvenire di Calabria", supplemento domenicale del quotidiano cattolico "Avvenire". Persone non identificate hanno forzato la porta d'ingresso e si sono introdotte nella sede del giornale, senza tuttavia rubare o danneggiare nulla. Dell'intrusione, che risale al 17 luglio scorso, dà notizia oggi Avvenire, secondo il quale "i responsabili dell'azione hanno manomesso la registrazione della videosorveglianza, cancellando i filmati nei quali veniva ripreso quanto é accaduto. Tre giorni prima - riporta ancora l'articolo - uno dei giornalisti dell'Avvenire di Calabria non aveva più trovato la chiave elettronica per l'attivazione del sistema antifurto e aveva pensato di averla smarrita. Ma quella che inizialmente era stata considerata una distrazione, viene oggi valutata dagli inquirenti come un possibile furto pianificato, peraltro commesso nel fine settimana, quando la redazione e gli altri uffici dello stabile chiudono".
Il giornale riporta anche il commento su quanto é accaduto dell'Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria, mons.Giuseppe Fiorini Morosini. "È un fatto che preoccupa - ha detto il presule - ma che non ci intimidisce affatto. Avvenire di Calabria e Avvenire danno fastidio a qualcuno. E questo, anziché intimorirci, ci dà perfino soddisfazione, perché vuol dire che i giornalisti stanno toccando temi e interessi sensibili. Noi non siamo al servizio di nessuno. Ci interessa solo la ricerca della verità e della giustizia. In una terra come la nostra questo impegno suscita allarme in chi si vede colpito nei propri interessi e nei propri affari".
REAZIONI
Libera: siamo vicini, gesto vile non bloccherà azione prezioso strumento
"La rete regionale calabrese ed il coordinamento reggino di Libera, insieme a ReggioLiberaReggio, esprimono la loro sincera e corresponsabile vicinanza al vescovo, padre Giuseppe Fiorini Morosini, al direttore don Davide Imeneo e a tutti gli operatori del settimanale L'avvenire di Calabria". E' quanto si afferma in una nota di don Ennio Stamile, referente calabrese di Libera. "L'episodio, assolutamente grave, nella perversa mente dei mandanti e degli esecutori - prosegue la nota - intendeva probabilmente condizionare il costante servizio alla verità e alla giustizia, che ormai da decenni 'L'avvenire di Calabria' svolge. Siamo certi che il vile gesto non bloccherà l'azione del prezioso strumento di libera informazione e di orientamento pastorale per i numerosi lettori. Nella speranza che presto si possa fare luce sul vigliacco episodio, la rete locale e regionale di Libera è certa che il settimanale 'L'avvenire di Calabria' continuerà ad essere voce e stimolo educativo per le coscienze delle persone che desiderano lo sviluppo e la crescita di una Calabria e di un'Italia per le quali la ricerca della verità è un imperativo etico, un obbligo di coscienza, fondamento essenziale della libertà di ogni cittadino".
Bianchi: atto grave, fare luce al più presto
"L'intrusione notturna nella redazione de L'Avvenire di Calabria è un fatto grave su cui è necessario fare luce al più presto. Confidiamo nel lavoro degli inquirenti e delle forze dell'ordine". A dirlo in una nota è Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo e deputato di Alternativa Popolare. "La libertà di stampa - aggiunge Bianchi - è un principio irrinunciabile della nostra democrazia. Piena solidarietà, dunque, a tutta la redazione con l'invito a continuare con il proprio lavoro importante per la nostra regione".
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