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Lamezia Terme - Nell’ambito dell’operazione denominata “Miseria e Nobiltà” sono stati sequestrati beni per un valore di 3,6 milioni di euro a tre lametini, un romano e un reggino accusati di detenzione e traffico internazionale di sostante stupefacenti. L’operazione, condotta dal Gico della guardia di finanza di Catanzaro e dal servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (s.c.i.c.o.), ha dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal Gip presso il tribunale di Roma nei confronti di: Concetto Trovato, Rocco Barbaro, Alessandro Mazzei, Salvatore Francesco Mazzei e Daniele Pecorari.

In particolare, i cinque uomini erano stati già in passato colpiti dal provvedimento di sequestrato da parte dell’autorità giudiziaria catanzarese. Parallelamente alle investigazioni antidroga, le fiamme gialle hanno condotto indagini economico-finanziarie che hanno consentito di ricostruire un notevole complesso patrimoniale, costituito da beni immobili, attività commerciali, quote societarie, automezzi e disponibilità finanziarie, detenute sia direttamente che attraverso prestanome, il cui valore è risultato sproporzionato rispetto alle capacità economico-reddituali dei rispettivi titolari.

Così i beni sequestrati comprendono tre società di Lamezia Terme, operanti nel settore edile, ristorazione e vendita di automobili, un bar in Sant’Eufemia Lamezia, tre immobili di cui due in provincia di Milano ed uno a Lamezia Terme, quattro automezzi, polizze assicurative e diverse disponibilità finanziarie, il tutto per un valore stimato in oltre 3,6 milioni di euro.

 

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