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Lamezia Terme – E’ ai domiciliari, in una casa diversa da quella familiare, il 63enne di origine marocchina, N.H., accusato di maltrattamenti aggravati in famiglia e violenza sessuale aggravata nei confronti della moglie. A deciderlo, il giudice del Tribunale di Lamezia Terme, Francesco Aragona, accogliendo l’istanza avanzata dai legali dell’uomo, gli avvocati Michele Cerminara e Nicolino Sesto. L’uomo, infatti, era in carcere dal momento dell’arresto, avvenuto nell’aprile scorso dai carabinieri della Stazione di Falerna Scalo, in seguito alla denuncia della moglie, una donna di 59 anni, che si era rivolta ai militari per denunciare le violenze subite.

Dalla denuncia è così partita l’attività, diretta dalla Procura di Lamezia Terme che ha permesso di appurare come dal 1984, anno in cui la coppia si era trasferita con la propria famiglia in Italia, l’uomo avrebbe ripetutamente usato violenze fisiche e psicologiche nei confronti della moglie. Tramite l’ascolto di testimoni e l’acquisizione di documenti sarebbe stato accertato che la donna, anche alla presenza dei loro 3 figli minori, sarebbe stata spesso malmenata e picchiata, a volte anche con l’uso di armi e fatta oggetto di una serie di condotte moleste e vessatorie unitamente a frequenti abusi di natura sessuale che avevano portato a cambiamenti di stile di vita. L’uomo era stato fermato mentre rientrava in Italia dal Marocco. Nella settimana scorsa, si era tenuto l’incidente probatorio della moglie e, successivamente, gli atti sono stati ritrasmessi alla Procura della Repubblica e si valuterà la richiesta di rinvio a giudizio dell’indagato. L’uomo ora andrà ai domiciliari ma in un’abitazione differente rispetto a quella dove abita la moglie.

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