
Lamezia Terme – Nel giorno di apertura delle scuole, nel tribunale lametino, dopo sette anni dal caso, è entrato nel vivo il processo a carico di sette presidi accusati di “Plagio”. Tutto è cominciato nel 2011 a seguito di un’indagine della Guardia di Finanza in merito ad un concorso pubblico, con prove tenute anche a Lamezia, per il reclutamento di dirigenti scolastici per la Calabria. Dopo l’uscita dell’esito del concorso alcuni esclusi avevano presentato ricorso e denunce. Da qui erano partite le indagini delle fiamme gialle a seguito delle quali sarebbero venuti a galla diversi casi di testi copiati da altre fonti anche sul web. Oltre cinquanta i testimoni chiamati a depositare in aula nel corso del processo che si sta celebrando a Lamezia a carico di Omelia Campana (difesa dall’avvocato Galeota), Marina Militano (difesa dagli avvocati Folino e Gambarella) Maria Antonietta Crea (difesa dall’avvocato Folino), Simona Blandino (difesa dagli avvocati Folino e Mariano), Sonia Barberi (difesa dall’avvocato Albanese) Fortunato Pratico (difeso dall’avvocato Cordoba) e Simona Sapone. Nell’udienza di oggi, dopo l’udienza preliminare avvenuta a marzo scorso, sono state avanzate delle questioni preliminari in merito alla nullità del decreto di citazione al giudizio. In particolare l’avvocato Folino per conto della Crrea e il legale Galeota per conto della Campana, hanno sostanzialmente evidenziano come in alcuni punti del decreto di citazione del giudizio, (si ricorda che la contestazione è il plagio), sono riportati alcuni link informatici senza però che vi siano allegate le pagine o le parti per circoscrivere l’oggetto del plagio “non è esposto il fatto in maniera chiara e precisa come disposto dall’art. 552” rimarcano i legali che lamentano anche il fatto che alcuni di questi link non si riuscirebbero nemmeno ad aprire per visualizzarne i contenuti.
Non sarebbe quindi possibile confrontare il corpo del reato testo con la fonte da dove sarebbe stato copiato. Inoltre, l’avvocato Domenico Folino ha evidenziano come nel decreto che dispone il giudizio viene riportato lo stesso pezzo della fonte dove si sarebbe attinto per copiare ma non la parte del testo oggetto della contestazione ovvero “Il corpo del reato”. Mancherebbe, quindi, sempre secondo il difensore, l’elemento di raffronto. Per decidere e sciogliere la riserva su queste questioni preliminari, il processo è stato rinviato al 15 ottobre.
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