
Lamezia Terme – Annullata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Damiano Berlingieri, arrestato lo scorso 18 aprile nell’ambito di una costola dell'indagine “Crisalide” che ha permesso di individuare coloro che sono ritenuti i responsabili di un “cavallo di ritorno”.
A deciderlo, il Tribunale del Riesame (presidente Valea, a latere Rabagliati e Sorrentino): Berlingieri è comunque in carcere per altri reati.
A disporre l’arresto per Berlingieri e altre quattro persone, (Francesco Berlingieri, Vincenzo Grande e Antonio Miceli) era stata la Procura di Catanzaro che successivamente ha rimandato gli atti al Tribunale di Lamezia, non ritenendo sussistente l’aggravante dell’articolo 7. Era stata emessa successiva ordinanza dal Gip di Lamezia Terme, la dottoressa Emma Sonni con la quale confermava la custodia in carcere per Damiano e Francesco Berlingieri Damiano e l'obbligo di dimora per Grande e Miceli, comunque in carcere perché coinvolti nell'operazione Crisalide.
Il Tribunale della libertà, accogliendo l’istanza del difensore di Berlingieri, l’avvocato Domenico Villella, ha annullato l'ordinanza cautelare nei suoi confronti: il legale aveva evidenziato “la mancanza di gravi indizi di reità nei confronti del Damiano sia in ordine al furto del veicolo che soprattutto in ordine alla presunta estorsione perpetrata nei confronti della persona offesa, così come mancava qualsivoglia contatto fra Damiano Berlingieri ed Grande e Miceli nonché la stessa persona offesa”, sostenendo “la totale estraneità del Berlingieri Damiano rispetto ai fatti contestati”.
Le quattro persone coinvolte erano finite in manette per i reati di estorsione e rapina perpetrati in concorso tra di loro. La vicenda è da ricondurre al furto di un furgone avvenuto nel 2015 a Lamezia. La vittima si sarebbe rivolta a Grande che insieme a Miceli, avrebbe avuto il ruolo di intermediario, mentre Damiano e Francesco Berlingieri sono stati identificati negli autori del furto, che dietro pagamento in denaro, l’avrebbero poi restituito.
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