
Lamezia Terme - Via libera da parte della commissione antimafia che guida l'Asp di Catanzaro alla costituzione di parte civile dell’Azienda nel procedimento penale "Gerione" scaturito dall’inchiesta "Quinta Bolgia" e che ha portato alla luce pesanti ingerenze della criminalità in un connubio fra sanità e politica lametina nella gestione di appalti pubblici. L'azienda, dunque, dopo essere stata commissariata proprio per via dei risvolti dell'inchiesta "Quinta bolgia", decide di "far valere in giudizio i propri diritti in relazione - si legge nella delibera - dei pesanti danni patrimoniali e d'immagine scaturiti dall'inchiesta che ha coinvolto - nel filone 'Gerione' - quattro dipendenti dell'ente e un imprenditore che avrebbe preso in appalto - secondo i magistrati dalla Dda di Catanzaro in maniera illegittima - del servizio di ambulanze. In particolare, l’accusa mossa dai pm catanzaresi è quella di aver stretto accordi corruttivi per fare ottenere all’impresa le certificazioni di qualità richieste per l’affidamento del servizio autoambulanze sulla base di una semplice verifica documentale, senza le necessarie operazioni di riscontro fisico dello stato dei mezzi, delle dotazioni e delle strutture aziendali. L'impresa sarebbe poi riuscita a ottenere non solo la concessione iniziale, ma anche la proroga del servizio, entrambe ufficialmente concesse per ragioni di 'estrema urgenza'”.
Da qui la decisione della commissione che guida l'Asp di costituirsi parte civile nel procedimento penale, "in quanto - affermano i commissari nella delibera - l'immediato avvio di azioni di tutela degli interessi patrimoniali e non costituisce momento qualificante del percorso di ripristino della legalità violata che è obiettivo prioritario della commissione straordinaria, nominata a seguito dello scioglimento per accertate infiltrazioni e condizionamenti da parte della criminalità organizzata". L'incarico legale è stato affidato all'avvocato del foro di Palmi, Gaetano Callipo.
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