
Lamezia Terme - La procura di Lamezia Terme ha chiesto il rinvio a giudizio per sei dipendenti della Lamezia Multiservizi, perché accusati di false certificazioni e truffa aggravata nei confronti della società che gestisce diversi servizi pubblici in città.
Più in particolare, i sei - secondo le contestazioni che gli sono state mosse e che ora dovranno trovare riscontro nelle varie fasi processuali - in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, con modalità fraudolente consistite nella registrazione in entrata effettuata mediante il badge personale, avrebbero attestato falsamente la loro presenza in servizio, dal quale si sarebbero allontanati senza autorizzazione e senza effettuare la corrispondente vidimazione in uscita in diverse occasioni, per dedicarsi ad attività non inerenti il proprio lavoro. Le indagini sono state effettuate su delega della procura dalla Guardia di finanza di Lamezia Terme guidata dal capitano Valentino Luce e l'operazione è stata denominata "Quo Vado".
L'udienza preliminare nei confronti dei sei proseguirà il prossimo 5 dicembre, e in quella sede si saprà se la richiesta del rinvio a processo sarà accolta o meno dal gup. Si è costituita parte civile la Lamezia Multiservizi spa e nel collegio difensivo vi sono tra gli altri gli avvocati Antonio Larussa, Giuseppe Notarianni, Tiziana D’Agosto, Gabriele Ruffino, Francesco Vitaliano.
G.V.
© RIPRODUZIONE RISERVATA