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Lamezia Terme – Il Tribunale di Lamezia Terme ha assolto tre imprenditori lametini dall’accusa di bancarotta fraudolenta. In particolare, erano finiti sotto processo quali soci accomandanti di una sas – fallita nel 2012 – C.A., S.C. e M.C. dal reato di bancarotta fraudolenta per 1.291.502,75 euro e l’accusa era quella di aver prelevato in conto anticipo e distraendo beni strumentali già completamente ammortizzati e dichiarati, mediante vendite simulate e regolate con apparenti pagamenti in contanti o con compensazione dei crediti. Con l’aggravante di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità. A tutti veniva contestata con l’aggravante di aver provocato un danno patrimoniale: all’accomandatario è stata contestata anche l’ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta documentale. Quest’ultimo - il socio accomandatario della s.a.s., C.L. – è stato condannato alla pena di anni 4 di reclusione, inabilitato all’esercizio di un’impresa commerciale ed incapace ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di anni otto, nonché interdetto dai pubblici uffici per cinque anni, con riconoscimento delle attenuanti generiche.

I difensori degli imprenditori, avvocati Giuseppe Spinelli e Massimiliano Carnovale, hanno provato l’insussistenza del quadro probatorio su un’attività idonea “a cagionare il dissesto della società o a distrarre utili, patrimonio ed attivo, evidenziando – spiegano i legali - altresì nuovamente la circostanza che i tre imprenditori ricoprivano la carica di soci accomandati e non quella di soci accomandatari”. Al termine dell’udienza, dopo la requisitoria del pm che ha chiesto la condanna di tutti gli imputati, è seguita la discussione dei difensori e all’esito della camera di consiglio, il collegio ha accolto le richieste dei difensori ed ha assolto i tre imprenditori con la formula “per non aver commesso il fatto”.

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