
Lamezia Terme – Nuova udienza davanti al Tribunale di Catanzaro per il processo che vede imputati, per alcuni atti intimidatori a diverse attività commerciali di Lamezia, risalenti al 2011, persone ritenute appartenenti ai clan lametini: a finire a processo sono stati Angelo Francesco Paradiso, Nino Cerra, Pasquale Carnovale e il collaboratore di giustizia Luciano Arzente per il quale si segue un altro filone. Ad essere ascoltato oggi, il teste chiamato dalla difesa per la posizione del 26enne Nino Cerra. Il suo legale, infatti, l’avvocato Lucio Canzoniere, aveva chiesto e ottenuto che il suo assistito fosse giudicato secondo il rito abbreviato condizionato all’escussione di un testimone. Per Paradiso e Carnovale, difesi dall’avvocato Antonio Larussa, si segue l'abbreviato semplice.
Il processo riprenderà a maggio con la requisitoria del dottor Elio Romano, pubblica accusa nel processo, e le discussioni dei difensori. Si erano costituiti parti civili sia l’Associazione Antiracket lametina, rappresentata dall’avvocato Carlo Carere, che il Comune di Lamezia Terme, rappresentato dall’avvocato Caterina Restuccia, mentre avevano deciso di non costituirsi le vittime.
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