
Lamezia Terme – Si è concluso con la condanna di tutti gli imputati il processo per alcuni atti intimidatori a diverse attività commerciali di Lamezia, risalenti al 2011, e che vedeva imputati persone ritenute appartenenti ai clan lametini. La condanna è stata inflitta per il 26enne Nino Cerra con una pena di 7 anni e 6 mesi; 5 anni e 4 mesi sono stati inflitti a Angelo Francesco Paradiso e Francesco Carnovale, mentre il collaboratore di giustizia Luciano Arzente è stato condannato a 2 anni di reclusione.
Il processo era cominciato al Tribunale di Catanzaro un anno fa: Nino Cerra, tramite il suo legale, l’avvocato Lucio Canzoniere, aveva chiesto e ottenuto che il suo assistito fosse giudicato secondo il rito abbreviato condizionato all’escussione di un testimone. Per Paradiso e Carnovale, difesi dall’avvocato Antonio Larussa, si è seguito l'abbreviato semplice. Si erano costituite parti civili sia l’Associazione Antiracket lametina, rappresentata dall’avvocato Carlo Carere, che il Comune di Lamezia Terme, rappresentato dall’avvocato Caterina Restuccia, mentre avevano deciso di non costituirsi le vittime.
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