Davide Belville - Francesco Gigliotti.
Lamezia Terme – Due giovani lametini Davide Belville, di 22 anni e Francesco Gigliotti, di 28 anni, sono stati arrestati questa mattina dalla Polizia perchè ritenuti responsabili anche dell’esplosione di un ordigno davanti al panificio e negozio di generi alimentari "Il fornaio" in via Piave, di proprietà dei fratelli Angotti, oltre che di un furto e di una tentata rapina. Ad una settimana dall’atto intimidatorio i presunti responsabili sono così finiti in manette incastrati dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. I dettagli sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa al centro polifunzionale della Polizia a Catanzaro alla quale hanno partecipato il Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Salvatore Curcio ed il Procuratore Aggiunto di Catanzaro Giovanni Bombardieri. I destinatari del provvedimento restrittivo sono già conosciuti dalle forze dell'ordine poichè ritenuti responsabili anche di una tentata rapina nell'abitazione di una anziana signora, pesantemente malmenata.
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Davide Belville e Francesco Gigliotti, destinatari di distinti provvedimenti restrittivi con i quali le due autorità giudiziarie procedenti applicano, rispettivamente, un fermo di indiziato di delitto, disposto dal Procuratore Aggiunto Dott. Giovanni Bombardieri e dal Sostituto Procuratore Dott. Elio Romano, coordinati del Procuratore della Repubblica Dott. Nicola Gratteri, per i reati di danneggiamento, possesso di esplosivo ed esplosioni pericolose, aggravate dalla metodologia mafiosa ed una ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal GIP lametino su richiesta del Procuratore della Repubblica Dott. Salvatore Curcio, per i reati di tentata rapina aggravata e furto aggravato in abitazione. Le misure cautelari applicate si basano sulla attività investigativa compiuta da personale del Commissariato di Polizia di Lamezia Terme e della Squadra Mobile di Catanzaro ed in particolare sulle indagini avviate il 10 marzo 2017, quando due persone, che poco prima si erano resi responsabili di un furto in abitazione, si introdussero, dopo aver divelto la porta di ingresso, nell’abitazione, poco distante, di un’anziana donna alla quale, sotto minaccia e malmenandola pesantemente, intimarono di consegnare soldi e gioielli salvo poi fuggire a causa del sopraggiungere di un’autovettura.
Quelle indagini consentirono di identificare, come possibili autori dei gravi fatti Belville e Gigliotti, immortalati da telecamere di sorveglianza poco dopo la commissione del reato, a carico dei quali la Procura della Repubblica di Lamezia Terme disponeva tutta una serie di approfondimenti investigativi, anche a mezzo di intercettazioni. Proprio quelle attività tecniche permettevano agli investigatori di acquisire significativi elementi in ordine al coinvolgimento di Belville e di Gigliotti nell’attentato dinamitardo perpetrato il 30 marzo alla panetteria “Il Fornaio”, nel cuore di Lamezia Terme, quando veniva fatto esplodere un ordigno esplosivo di micidiale potenzialità che determinava gravi danni all’esercizio, a numerose autovetture e ad altri negozi ed abitazioni prospicienti. Infatti, a seguito dell’attentato, sulla cui causale sono in corso ulteriori indagini, personale di questa Squadra Mobile e del Commissariato di Polizia lametino, riusciva, attraverso l’analisi dei filmati registrati da numerose telecamere cittadine, a ricostruire il percorso effettuato dagli autori del danneggiamento per giungere sul luogo del delitto, riscontrando i dati di sospetto emersi dai rapporti telefonici fra Belville e Gigliotti intercorsi poco prima dell’esplosione. In effetti le registrazioni e le immagini dimostrano come i due giovani, dopo essersi accordati telefonicamente, si incontrino nei pressi della abitazione di Belville, attraversino la città a bordo di un motorino condotto da Gigliotti e, giunti in via Piave, collochino l’ordigno e si diano alla fuga senza quasi curarsi della presenza, nei pressi, di persone che solo per un caso fortunato non sono rimaste coinvolte nell’esplosione che certamente poteva determinare conseguenze ancor più gravi.
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