
Lamezia Terme – “Assolto perché il fatto non sussiste” E’ stata questa la decisione del giudice per Vincenzino Sinopoli, accusato della morte di un operaio, Bruno Montilla, deceduto nel luglio 2008 mentre stava realizzando dei lavori edili per suo conto.
L’incidente che coinvolse la vittima accadde mentre quest’ultima stava lavorando ad un fabbricato in località Pullo a Lamezia. Montilla, mentre stava smantellando la puntellatura allestita per la realizzazione di un solaio, perse l’equilibrio e cadde dal secondo piano, morendo dodici giorni dopo a causa delle ferite riportate. Secondo la pubblica accusa Sinopoli era colpevole, in qualità di committente dei lavori, per aver consentito la realizzazione degli stessi “su un solaio con aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani senza preventivamente curare che fossero munite di normale parapetto e tavole fermapiede o comunque convenientemente sbarrate in modo da evitare la caduta di persone”, e perché “per colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia, nonché dall’inosservanza delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro cagionava la morte di Montilla”.
Per l’imputato, difeso dagli avvocati Domenico Sinopoli e Pino Spinelli, il pubblico ministero Luigi Maffia aveva chiesto una condanna di un anno e sei mesi, condanna non confermata dal giudice che ha, invece, optato per l’assoluzione. Nel processo si erano costituiti parti civili i familiari di Bruno Montilla, rappresentate dall’avvocato Pino Zofrea.
C.S.
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