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Lamezia Terme - Slitta per difetti nelle notifiche degli avvisi la prima udienza del processo sulla costruzione della casa di riposo per anziani nel comune di Nocera Terinese che vede coinvolti amministratori pubblici ed esponenti dell'ndrangheta . I fatti risalgono al marzo del 2008 quando gli uomini del Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, all’epoca dei fatti al Comando del Col. Elia Pallaria, apposero i sigilli al fabbricato in corso di costruzione, sito nel comune di Nocera Terinese, destinato a casa di cura per anziani.

Il decreto di sequestro fu emesso in via d’urgenza dal p.m. titolare delle indagini, dott. Gerardo Dominjianni; in forza di tale provvedimento fu sequestrato il fabbricato in costruzione perchè gli uomini del Nucleo Mobile della Guardia di Finanza, al comando del Brig. Vito Margiotta, attraverso specifiche indagini, avrebbero riscontrato l’infiltrazione mafiosa nell’appalto, e che i lavori sarebbero stati effettuati in maniera difforme rispetto ai progetti esecutivi dell’opera, tanto da mettere a repentaglio la sicurezza e la staticità del fabbricato stesso. In sostanza, secondo l’accusa, il sistema utilizzato dall’impresa sarebbe stato, per lucrare, quello di effettuare opere diverse e di minor costo utilizzando materiali scadenti rispetto a quanto previsto nel progetto esecutivo.

Il tutto col benestare, secondo l’accusa, del direttore dei lavori che invece avrebbe dovuto garantire gli interessi della P.A.. Gli imputati del processo sono: Caira Eugenio (direttore dei lavori), Gerardo Luciano Esposito (addetto all’ufficio tecnico del Comune), Giuseppe Manfredi (all’epoca dei fatti presidente del consiglio comunale di Nocera), Antonio De Vito (gestore di fatto dell’impresa ADE COSTRUZIONI ma sarebbe riconducibile a Pasquale Giampà “mille lire”, i quali dovranno rispondere a vario titolo dei reati di corruzione, turbativa d’asta, frodi in pubbliche forniture, con l’aggravante di agevolare una cosca di ‘ndranghteta. Nello stesso processo erano imputati anche l’ex sindaco di Nocera Luigi Ferlaino e il segretario comunale Felicia Amatruda i quali  hanno optato per il rito abbreviato, per cui saranno giudicati nel prossimo dicembre dal Tribunale di Catanzaro; per loro il sost. Proc. Elio Romano, il quale ha già chiesto la condanna a quattro anni di reclusione.

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