
Lamezia Terme - Si avvia a conclusione il processo a carico dei sanitari che, a vario titolo, sono accusati della morte di Antonella Vergori, la giovane che, nell’agosto del 2008, dopo aver accusato un malore sul lungomare di Nocera Terinese, morì perché, secondo l'accusa, il defibrillatore in dotazione al 118 di Falerna non avrebbe funzionato. Nel processo che si tiene al Tribunale di Lamezia, e che vede imputati una parte del personale sanitario, poiché altri imputati hanno scelto di essere giudicato con rito abbreviato, il pubblico ministero Luigi Maffia, ha formulato le richieste di condanna. In particolare, in tre ore di requisitoria, ha spiegato i motivi delle sue richieste. Nello specifico ha chiesto per Napoleone Stella, la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione per omicidio colposo, “per essere stato uno degli infermieri che si trovava a bordo dell’ambulanza intervenuta sul posto a prestare soccorso senza prima accertarsi del corretto funzionamento del defibrillatore” e l’assoluzione “per non avere segnalato al Ministero della Salute il malfunzionamento del defibrillatore in dotazione al SUEM di Falerna”; a Maurizio Rocca, ha chiesto 2 anni di reclusione per omicidio colposo, per “essere stato uno dei responsabili dell’Azienda Sanitaria che incaricò della manutenzione del defibrillatore un soggetto a ciò non abilitato”; per Francesco Rotolo ha chiesto 3 anni e 6 mesi di reclusione con l’accusa di omicidio colposo e per la falsificazione del certificato di collaudo dello stesso defibrillatore, “avendo egli attestato l’avvenuta sostituzione della relativa batteria, laddove invece si era limitato alla sua rigenerazione”.
Richiesta di assoluzione è stata formulata nei confronti di tutti gli altri imputati (gli infermieri Stefano Fucile, Concetta Galeano, Carlo Cuda, Marisa Gigliotti, Franca Aracri), sul presupposto che nei loro confronti “non sia né direttamente né indirettamente addebitabile la morte di Antonella Vergori”, “avendo gli stessi infermieri in precedenza già segnalato ai responsabili dell’Azienda Sanitaria il malfunzionamento del defibrillatore in dotazione al SUEM di Falerna, avendo gli stessi fatto legittimamente affidamento al "falso" certificato di collaudo ricondotto, dall'accusa, al Rotolo”.
Il giudice Aragona ha poi rinviato il processo all’udienza di luglio per la discussione dei difensori dei familiari della vittima, costituiti parte civile con gli avvocati Ortensio Mendicino e Leopoldo Marchese, nonché la discussione dei difensori degli imputati per i quali è stata chiesta la condanna, gli avvocati Alvaro, Bruno Ganino e Salvatore Staiano, e degli imputati per i quali è stata chiesta l’assoluzione, difesi dagli avvocati Antonella Pagliuso, Aldo Ferraro e Domenico Folino.
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