Salta al contenuto principale

chieffallo-fondazione-terina.jpg

Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota inviata alla nostra redazione dall'ex presidente della Fondazione Terina Leopoldo Chieffallo all'indomani della notizia del sequestro di beni operato dalla Guardia di Finanza di Lamezia Terme per il mancato versamento degli oneri fiscali da parte ella Fondazione medesima nell'anno 2008.

"In merito alla vicenda che riguarda l'inchiesta della magistratura sul mancato versamento di oneri fiscali da parte della Fondazione Terina durante la mia ultima gestione, vorrei offrire un contributo ed una riflessione personale. Parto da una premessa: come ribadito in numerose circostanze, all'indomani del mio rientro alla Fondazione, ho fatto presente a più riprese, per mezzo di incontri e conferenze stampa, (quindi nella più assoluta trasparenza e senza mai sottacere nulla), la difficile situazione debitoria dell'ente regionale. Venuti meno infatti una serie di contratti che consentivano una discreta e comunque non sufficiente autonomia finanziaria, era necessario un più incisivo intervento degli organi preposti per garantire il pieno funzionamento e finanziamento della Fondazione, anche in virtù dei servizi che essa ha sempre offerto alla regione. Un grido di allarme recepito dalla regione medesima che successivamente ha riconosciuto la fondatezza delle mie richieste stabilendo, con provvedimento ad hoc, lo stanziamento di fondi per sanare proprio gli oneri fiscali rimasti scoperti. Detto questo, rivendico con assoluta serenità ed una punta di orgoglio quanto fatto nel corso della mia ultima gestione. Nei drammatici tempi di crisi che stiamo vivendo, le difficoltà finanziarie quasi sempre finiscono per ricadere sull'anello più debole della catena, ovvero i lavoratori. Io ho fatto una scelta netta: sopra ogni cosa il pagamento degli stipendi, perché è indecente che, chi fa i salti mortali per mandare avanti la propria famiglia, debba pagare per responsabilità di altri. E mi sono comportato di conseguenza. Ho sempre speso ogni mia energia per non fare mancare il sostegno economico al personale della Fondazione.

Di più, data la difficile situazione finanziaria dell'ente, nel corso del 2008 ho comunicato e dichiarato pubblicamente la mia disponibilità a rinunciare a qualsiasi forma di emolumenti. Una condotta che mi consente di affrontare con assoluta serenità l'aspetto giudiziario, nella consapevolezza di dimostrare la mia estraneità ai fatti che mi sono stati attribuiti, confortato anche dalla serietà e correttezza sia dei giudici inquirenti che di quelli giudicanti verso cui nutro piena fiducia. Per chiudere è necessario un ultimo inciso: il provvedimento di sequestro dei beni che l'autorità giudiziaria ha effettuato nei miei confronti, riguarda le risorse finanziarie per un valore complessivo di circa 7.000 euro. una somma certamente non cospicua, perché la politica che ho praticato nella mia vita, mi ha consentito di vivere in modo molto dignitoso, ma certo non di arricchirmi, com'è giusto che sia per tutti quelli che esercitano questo privilegio con onestà e rispetto verso le comunità che si rappresentano".

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.