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Lamezia Terme – Erano stati indagati per la morte della signora P.R., deceduta all'ospedale di Lamezia, nell'ottobre 2007. Oggi il Gip Carlo Fontanazza ha emesso la sentenza di non luogo a procedere "perché il fatto non costituisce reato", prosciogliendo i medici Luigino Borrello, Roberto Daffinà, Paolo Rubino e Mario Saladino accogliendo così le richieste degli avvocati difensori Giancarlo Nicotera, Umberto Di Bianco, Nicola Cantafora e Massimiliano Serrao.
I fatti risalgono al 2007 quando, a seguito della morte della signora presso il reparto di chirurgia, i familiari presentarono denuncia per fare luce sull'accaduto ed individuare eventuali responsabilità a carico dei medici che avevano preso in cura la paziente. Dopo la denuncia partirono così le indagini e la pubblica accusa, anche a seguito di una perizia redatta da un proprio consulente, individuò nei quattro medici dell'ospedale cittadino i responsabili della morte della signora P.R. I legali dei sanitari si opposero alla ricostruzione messa in piedi dall'accusa ritenendo che i medici avevano operato e curato la paziente "secondo la dovuta scienza medica e con la necessaria e massima professionalità". Gli stessi legali si avvalsero nelle loro argomentazioni anche di una perizia che confutò completamente le conclusioni a cui era giunta la pubblica accusa. Il procedimento penale proseguì così dinanzi il Gip di Lamezia Terme. Dopo una serie di udienze, il Gip Fontanazza ritenne opportuno disporre ulteriori approfondimenti e suppletive indagini investigative anche attraverso una nuova consulenza medico-legale. All'udienza di oggi, il pubblico ministero Domenico Galletta e le parti civili, rappresentate dall'avvocato Domenico Galati, hanno chiesto il rinvio a giudizio per i quattro professionisti. Ma il giudice Fontanazza, ha ritenuto di accogliere il "non luogo a procedere" così come avanzato dagli avvocati difensori dei sanitari.

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