
Lamezia Terme - Si torna a sparare per le strade di Lamezia. L'omicidio di ieri sera del 52enne Luigi Trovato in piazza Borelli e il ferimento di altre due persone che si trovavano con lui, fa ripiombare la città nell'incubo degli agguati in centro e tra la gente, come avveniva negli anni passati. Un'atmosfera di forte apprensione si avvertiva ieri tra quanti assistevano alle operazioni delle forze dell'ordine impegnati nella zona. Lamezia, città di frontiera, è stata interessata negli ultimi anni, a partire dal 2012 da numerose operazioni della Dda di Catanzaro, da "Perseo" ad "Andromeda" passando per "Crisalide", "Nuove Leve" solo per ricordarne alcune delle più importanti e significative. Al di là di come si concluderanno le indagini sull'ultimo agguato, non si può non evidenziare che le persone coinvolte, vittime o carnefici, anche in altri fatti delittuosi sono state raggiunte da provvedimenti cautelari nelle operazioni citate. Nuovi equilibri da disegnare all'interno dei gruppi criminali? Una geografia in evoluzione nei rapporti di potere interni agli apparati illegali? Sono tutti interrogativi a cui gli investigatori stanno tentando di dare risposta in queste ore. Come già accennato, il sentimento comune oggi tra i lametini è di scoramento: la piazza dove si è consumato il delitto di ieri è un luogo frequentato. Ci sono esercizi commerciali, palestre, un distributore di carburante ed è una zona dove i residenti parcheggiano le auto. Oltre a trovarsi a due passi dal Tribunale, simbolo della legalità.
A Lamezia, gli ultimi delitti risalgono al 2015 quando fu ucciso Domenico Gigliotti; nel 2016 l’avvocato penalista, Francesco Pagliuso, nel 2017 Francesco Berlingieri e nel 2019, Angelo Pino. La guerra di mafia che insanguinò la città, durò oltre un decennio dal 2000 al 2011 con un bilancio di oltre 50 morti che segnarono la vita di una comunità intera. Fu un lotta cruenta per il controllo del territorio, segnata da barbarie e da tante vite spezzate. Non vi è dubbio che le tante operazioni delle forze dell'ordine hanno avuto un peso, ma nessuno è così ingenuo da credere che le cosche siano state debellate definitivamente. Anche la recentissima operazione antidroga, d'altronde, dimostra che Lamezia è una città al centro di interessi e traffici lucrosi, non solo per quanto riguarda gli stupefacenti. Una realtà che per la posizione in cui si trova, scatena sempre gli "appetiti" della malavita che gode del consenso anche di "insospettabili", che, al di là delle neutre apparenze, si relazionano con i poteri criminali e i loro affiliati.
Antonio Cannone
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