
Lamezia Terme - I Vigili del fuoco sono intervenuti nella giornata di domenica 14 giugno in un terreno ubicato a Lamezia Terme per domare un vasto incendio, sulle cui origini sono in corso indagini, di proprietà della consigliera comunale, onorevole Doris Lo Moro, ex magistrato. Secondo quanto appreso, le fiamme sono divampate nel primo pomeriggio. I Vigili del fuoco: 13 unità con 2 autobotti e altro mezzo hanno impiegato sei ore per spegnere l'incendio, dalle 15 alle 21. Un altro focolaio si era sviluppato nella giornata di oggi ma è stato anch'esso domato. Stando a quanto appreso, su entrambi gli episodi sono in corso indagini e non si esclude nessuna ipotesi. Sull’accaduto è stata presentata denuncia alle autorità competenti.
Reazioni
Pd: "Riponiamo totale fiducia nelle forze dell'ordine"
Il Partito Democratico di Lamezia Terme esprime "massima solidarietà all'onorevole Doris Lo Moro per i due gravi incendi che hanno colpito il suo fondo agricolo in meno di 24 ore. Riponiamo totale fiducia nelle forze dell'ordine, auspicando che le indagini facciano al più presto piena luce sull'accaduto e su eventuali responsabilità dolose".
De Grazia: "Auguriamoci si tratti solo di casualità, ma restiamo pienamente solidali a Doris e Enzo"
"Solidarietà e vicinanza all'on.le Doris Lo Moro e a suo marito ing. Enzo Trapuzzano per l'incendio reiterato, quasi nella stessa giornata, appiccato all'interno della loro azienda agricola. Le indagini in corso, ci auguriamo, arrivino presto a fare piena luce sulla gravità di quanto accaduto e tranquillizzino tutti sulla sua matrice non mafiosa. Nel frattempo esprimiamo ai cari amici del Comitato, solidarietà, fraternità e vicinanza. Due incendi nella stessa azienda, nell'ambito di 24 ore, lasciano però poco spazio a casualità, imperizia o a "dispetti". Il gesto doloso potrebbe avere tutta l'impronta mafiosa. Una pratica intimidatoria a volte silente, altre volte esplicita, ben nota alla storia della nostra città, utilizzata dalle organizzazioni criminali che, senza pronunciare minacce dirette, pensano di utilizzare la "forza di intimidazione" per tentare di costringere le vittime a rinunciare a qualcosa: comportamenti, denunce, giudizi, scelte significative di carattere economico, ma anche politico-sociali, ritenute "pericolose" dalle organizzazioni criminali. Auguriamoci si tratti solo di casualità, ma restiamo pienamente solidali a Doris e Enzo, e opponiamoci insieme e con decisione al degrado civile e democratico della nostra città" è quanto si legge in una nota di Mario De Grazia Comitato salviamo la Costituzione.
La solidarietà di Rifondazione Comunista Calabria
"Non possiamo che esprimere preoccupazione per gli incendi che, nelle giornate del 14 e 15 giugno, hanno interessato a Lamezia Terme la proprietà di campagna della famiglia Trapuzzano-Lo Moro. La nostra preoccupazione nasce dal fatto che non può essere esclusa la natura dolosa dell’accaduto. È infatti evidente che, qualora tale origine venisse accertata, ci troveremmo di fronte ad atti diretti contro un’attivista politica, più volte parlamentare e amministratrice della città di Lamezia Terme, che è sempre stata in prima linea nella lotta al malaffare e alla criminalità organizzata. Peraltro, oggi Doris Lo Moro rappresenta ancora in Consiglio comunale la vera opposizione ad un perverso sistema amministrativo che da anni a Lamezia si è rifatto alla cultura del clientelismo e che ha portato più volte la città in una condizione di sofferenza" così in una nota la Segreteria Regionale Rifondazione Comunista Calabria. "Si tratterebbe, in sostanza, di azioni volte a colpire una donna e una militante politica che, attraverso il proprio impegno pubblico e istituzionale, ha sempre promosso spazi di partecipazione, socialità e iniziativa civile contro i poteri criminali. Attività che rappresentano presidi fondamentali per la democrazia e per l’opposizione alla violenza delle organizzazioni criminali che continuano ad ammorbare interi territori e a opprimere ampi strati della popolazione. Esprimiamo la solidarietà delle compagne e dei compagni di Rifondazione Comunista a Doris e alla sua famiglia e auspichiamo che venga fatta al più presto piena luce sull’accaduto. Al tempo stesso, riteniamo necessario ribadire con forza l’esigenza di non abbassare la guardia nella lotta alla criminalità organizzata, che continua a condizionare negativamente il tessuto sociale, politico ed economico della Calabria e della città di Lamezia Terme".
Grandinetti: "Lamezia non può restare in silenzio"
A nome dell’associazione L.A.M.E.T.I.A. e non solo, Francesco Grandinetti, dichiara: "sento il dovere di manifestare la nostra vicinanza umana e civile a Doris Lo Moro ed Enzo Trapuzzano per i fatti che hanno colpito la loro azienda agricola. Ma ciò che oggi ci preoccupa non è soltanto quanto accaduto. Ci preoccupa anche il silenzio che sembra avvolgere la città. Fosse anche un atto accidentale e non doloso, la vicinanza umana è d'obbligo in una società civile. Sarà compito delle autorità accertare fatti, responsabilità e natura degli eventi. Confidiamo nel lavoro degli investigatori e auspichiamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto nel più breve tempo possibile. Ma c’è un aspetto che, da cittadino prima ancora che da rappresentante di un’associazione, mi colpisce profondamente. La notizia degli incendi è certamente grave. Tuttavia, esiste un’altra notizia, forse ancora più inquietante che è il silenzio che sembra essere calato sulla città. Se, come molti temono, questi episodi dovessero avere una matrice intimidatoria, il silenzio diventerebbe un problema esso stesso. Perché una comunità democratica non può limitarsi ad attendere l’esito delle indagini senza manifestare vicinanza alle persone colpite e senza affermare con forza che ogni forma di violenza, minaccia o intimidazione è incompatibile con la convivenza civile. Lamezia Terme conosce bene le ferite che certi fenomeni hanno lasciato nella sua storia. Proprio per questo non può permettersi di abbassare la guardia né di abituarsi all’indifferenza. Non è importante oggi il colore politico delle persone coinvolte. Non è importante se si condividono o meno le loro idee. Quando qualcuno subisce un atto come questo, tutta la città dovrebbe sentirsi chiamata a una presa di posizione chiara e netta. La solidarietà non è un atto formale. È una scelta civile. È il modo con cui una comunità dice da che parte sta. Perché se gli incendi preoccupano, il silenzio preoccupa ancora di più".
La solidarietà del segretario generale della Cgil Area Vasta Enzo Scalese
"Esprimo a Doris Lo Moro la vicinanza mia personale e della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo per quanto accaduto nelle ultime ore. Apprendere che una proprietà agricola è stata interessata da due incendi a distanza di poche ore l'uno dall'altro è un fatto che non può lasciare indifferenti e che merita di essere approfondito con la massima attenzione". Lo afferma il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese.
"Doris Lo Moro rappresenta da molti anni una presenza autorevole nella vita pubblica della Calabria. Per questo quanto accaduto suscita particolare preoccupazione e impone un accertamento rigoroso delle cause e delle eventuali responsabilità. Saranno gli organi competenti a fare piena luce sull'episodio e occorre avere fiducia nel loro lavoro". "In una terra che continua a misurarsi con la sfida della legalità, è fondamentale che chi svolge attività politica, istituzionale o sociale possa operare serenamente e senza alcun condizionamento. Ogni episodio che rischia di incrinare questo principio riguarda l'intera comunità e non soltanto la persona direttamente coinvolta". "A Doris Lo Moro rivolgo un sincero messaggio di solidarietà e vicinanza, con l'auspicio che gli accertamenti in corso consentano di chiarire rapidamente quanto avvenuto e di restituire piena tranquillità a lei e alla sua famiglia".
Comitato "Difendiamo la Costituzione": "Fare piena luce sulla gravità di quanto accaduto"
"Il Comitato "Difendiamo la Costituzione", ha espresso solidarietà e vicinanza agli amici on.le Doris Lo Moro e all' ing. Enzo Trapuzzano per l'incendio, reiterato in 24 ore, appiccato all'interno della loro azienda agricola che havprovocato ingenti danni alla casa colonica e alle piantagioni esistenti. Non sfugge a nessuno il ruolo e lo spessore politico dell' on.le Lo Moro, già sindaco, assessore regionale e parlamentare, nonché ora consigliere comunale di opposizione; per questa ragione, quasi in conseguenza, si può essere portati a collegare il fatto delittuoso alla sua intensa e appassionata attività politica".
"Le indagini in corso, ci auguriamo, arrivino presto a fare piena luce sulla gravità di quanto accaduto. Ciò per la salvaguardia della famiglia Trapuzzano-Lo Moro, per assicurare i delinquenti alla giustizia e anche per poter escludere che l'inqualificabile episodio sia da collegare a matrice mafiosa. Intanto, lo diciamo subito, siamo tra quelli che continuano a ritenere che Lamezia vive da tempo una contraddizione evidente: alle innegabili potenzialità infrastrutturali di sviluppo, alla presenza di qualificate risorse umane e sociali, ai tanti beni paesaggistici e culturali, fa da contrasto una forte e preoccupante presenza criminale, diffusa e radicata anche in parti del tessuto economico e istituzionale, che ne ostacola la crescita e ne compromette il futuro.Così come siamo fortemente convinti che Lamezia non abbia mai fatto definitivamente i conti con la parte del suo passato che annovera morti eccellenti e stragi ancora irrisolte (Giudice Ferlaino, direttore Lo Moro e figlio, i due operatori ecologici Tramonte e Cristiano, sovr. Aversa e moglie, avv. Ciriaco, avv. Pagliuso), e che porta un altro triste primato: in meno di trent'anni, tre scioglimenti del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose!".
"Tant'è che nel 2008, dopo i primi due scioglimenti, l'allora procuratore della Repubblica di Lamezia dott. Raffaele Mazzotta che lamentava poca collaborazione nella lotta alla 'ndrangheta, con estrema preoccupazione diceva: "... Da sei anni mi pare di essere seduto su un vulcano"( Ansa, 9 febbraio 08); e nel 2013, il Procuratore aggiunto alla DDA di Catanzaro del tempo, dott. Raffaele Borrelli, così duramente diceva: "Lamezia è una città dove il legame tra la 'ndrangheta e alcuni settori della società è talmente radicato che non viene percepito come una devianza sociale perché è digerito nello stomaco della città" (dichiarazione a La Stampa, 24 giugno 2013). Inoltre, la storia della nostra città è stata purtroppo tante volte tormentata anche da pratiche intimidatorie a volte silenti, altre volte esplicite, utilizzate dalle organizzazioni criminali che, senza pronunciare minacce dirette, pensano di ricorrere alla "forza di intimidazione" per costringere le vittime a rinunciare a comportamenti, a denunce, a scelte politiche, ritenute "pericolose". Per questo forte è la preoccupazione del Comitato" Difendiamo la Costituzione" per i due incendi nella stessa azienda Trapuzzano-Lo Moro nel breve tempo di 24 ore, sia per il fatto che lasciano poco spazio a casualità, imperizia o a ipotetici "dispetti", sia per l'allarme sociale che generano, sia per tutto quello che potrebbero sottendere per la vita sociale, politica e democratica della città. Auguriamoci si tratti solo di casualità, mentre riteniamo giusto sollecitare le Istituzioni cittadine: Municipalità, Magistratura, Forze dell'Ordine e Partiti politici, ad un supplemento di vigilanza e attenzione mirata che tenga lontane le organizzazioni mafiose e criminali dai luoghi di gestione della Cosa pubblica e capace di coinvolgere tutti i cittadini alla senso della vigilanza e della responsabilità civica".
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