
Lamezia Terme - La Procura della Repubblica di Lamezia ha definito il fascicolo penale a carico di Ferdinando Greco con un decreto di citazione diretta a giudizio per l’imputato. Per il sostituto procuratore Santo Melidona gli elementi di prova presenti nel fascicolo sarebbero sufficienti per andare direttamente a dibattimento, saltando l’udienza preliminare.
Ricordiamo che l’operazione, denominata “Primo Maggio bis”, era stata avviata all’inizio dell’anno 2013 dal Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia diretta dal tenente colonnello Fabio Bianco ed a seguito d’ attività info-investigative svolte dal Nucleo Mobile comandato guidato dal brigadiere Vito Margiotta.
I finanzieri, in particolare, acquisendo una serie di elementi indiziari sul sistema retributivo illecito che sarebbe stato adottato dall’imprenditore indagato che operava nel settore dei trasporti, hanno informato la Procura che aveva iscritto Greco nel registro degli indagati e ha delegato le stesse fiamme gialle di eseguire ulteriori e specifiche indagini al termine delle quali sarebbe emerso un più ampio fenomeno che sarebbe stato attuato nel corso degli anni ed in maniera sistematica.
In particolare, i finanzieri scoprirono che almeno dal 2007, l’imprenditore avrebbe costretto i dipendenti, con la minaccia del licenziamento, ad accettare di prestare la propria attività per otto-dieci ore al giorno, a fronte di un contratto part-time in base al quale venivano poi retribuiti per sole quattro o cinque ore giornaliere. Le indagini, svolte con intercettazioni ambientali e telefoniche, esame delle movimentazioni finanziarie, escussioni testimoniali e riscontri contabili, nonostante la ritrosia di quasi tutte le vittime nel riferire le reali condizioni lavorative per il timore di essere licenziate, avrebbero comunque consentito di verificare la reale estensione del fenomeno, risultato tale da rappresentare una sostanziale fonte di arricchimento per l’imprenditore, quantificato in circa 270 mila euro.
A seguito di quelle attività investigative, la Procura della Repubblica ha poi chiesto ed ottenuto dal Gip, un’ordinanza applicativa della custodia cautelare nei confronti dell’indagato che fu eseguita nel luglio del 2013 dalle stesse fiamme gialle.
Successivamente, il Nucleo Mobile della Guardia di Finanza di Lamezia, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, emesso dal Gip Barbara Borrelli, su richiesta del Pm Santo Melidona, di beni mobili ed immobili per un valore complessivo di circa 400.000 euro, i quali, in caso di condanna dell’imputato, saranno confiscati. Ora Ferdinando Greco dovrà rispondere e difendersi dinanzi al giudice in tribunale con udienza fissata il prossimo 19 novembre.
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