
Catanzaro - Aveva 16 anni, Gennaro Pulice (oggi collaboratore di giustizia), quando commise il primo omicidio, per vendicare la morte del padre. Il 24 maggio 1995, (data dell’anniversario dell’uccisione del padre), sparò in pieno volto Salvatore Belfiore. Secondo quanto emerso dalle indagini e, a seguito dalle dichiarazioni di Pulice, ad accompagnarlo a bordo di una moto, ci sarebbe stato Bruno Gagliardi. Oggi, Tribunale di Catanzaro, (Presidente Carmela Tedesco), a conclusione del processo con rito abbreviato, ha assolto Bruno Gagliardi classe ’74, per non aver commesso il fatto. Il Pubblico ministero aveva chiesto, invece 30 anni.
La difesa di Gagliardi (gli avvocati Antonio Larussa e Alfredo Gaito), nel corso del processo ha sostenuto l’inattendibilità delle dichiarazioni di Pulice, in quanto ritenute prive della coerenza e, inoltre, l’inutilizzabilità del riscontro costituito dalle dichiarazioni di Pietro Paolo Stranges. Quest’ultimo, sempre secondo la difesa, avrebbe fatto riferimento a un mezzo diverso rispetto a quello indicato da Pulice per commettere l’omicidio. Il giudice ha ritenuto quindi fondate le argomentazioni difensive ed ha assolto Bruno Gagliardi. Nel marzo scorso, Gennaro Pulice, 41 anni, era stato condannato presso il tribunale per i minorenni a 9 anni di reclusione.
L’omicidio di Salvatore Belfiore sarebbe stato commesso per vendetta: il nonno di Gennaro Pulice, ora defunto, ritenendo Belfiore complice dell’omicidio di suo figlio Antonio, padre di Gennero Pulice (ora collaboratore), lo avrebbe istigato a vendicare l’assassinio del padre quando era ancora minorenne.
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