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Lamezia Terme - Ha ammesso le sue responsabilità anche davanti al gip Giuseppe Guadagnuolo, questa mattina nel tribunale di Lamezia, assistito dal suo legale l’avvocato Lucio Canzoniere. Il 54enne era stato arrestato nel tardo pomeriggio di domenica 20 ottobre dai carabinieri che hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto. Guadagnuolo si è presentato davanti al Gip, la dottoressa Sonni, per l’udienza di convalida. Il 54enne, ritenuto responsabile dell’omicidio di Angelo Pino, avvenuto nella notte tra sabato e domenica, ha confermato dinanzi al giudice quanto già riferito ai carabinieri.

Un omicidio risolto nell’arco di 12 ore, grazie alle indagini portate avanti dai carabinieri che hanno visionato le immagini di videosorveglianza della zona, diretti dalla Procura della Repubblica guadata dal procuratore Curcio.

L’uomo, dopo aver pedinato l’ex moglie, ha raggiunto Pino mentre, alla guida della propria auto, stava rincasando, dopo aver trascorso la serata con la donna. In quella circostanza, accecato dalla forte gelosia, Guadagnuolo ha esploso, intorno a mezzanotte e dieci, con una pistola clandestina calibro 7,65, tre colpi, attingendo mortalmente al petto l’ex agente di polizia penitenziaria Angelo Pino. All’1:30, un cittadino passando da via Costabile ha notato la Fiat Sedici ancora in moto, parcheggiata vicino la Chiesa della Madonna della Grazie con la radio accesa e il finestrino abbassato. Credendo che l’uomo avesse bisogno di aiuto ha dato l’allarme. I militari della stazione di Sambiase, giunti sul posto, hanno subito capito che si trattava di un omicidio. Il giudice ha quindi convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare in carcere per il 54enne.

R.V.

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