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Lamezia Terme - Le immagini delle telecamere sono state fondamentali per ricostruire ruoli, responsabilità e dinamica dell'omicidio di lunedì sera a piazza Borelli. I presunti autori - Antonio Monteleone e Claudio Paola - che si sono costituiti nella caserma dei carabinieri qualche ora dopo la sparatoria che è costata la vita a Luigi Trovato e il ferimento di Luciano Trovato e Pasquale D'Angela, si trovano attualmente nel carcere di Catanzaro e dovranno rispondere delle accuse di di concorso in omicidio volontario e tentato omicidio volontario plurimo. Nel frattempo gli inquirenti ricostruiscono pezzo dopo pezzo la drammatica sequenza della sera di lunedì grazie alle registrazioni delle videocamere presenti nella zona. Stando alle ricostruzioni effettuate dai carabinieri, che conducono le indagini, sotto la regia della procura di Lamezia Terme, i due gruppi - da una parte i fratelli Trovato e D'Angela e dall'altra Monteleone e Paola - sarebbero giunti a ridosso di piazza Borelli a bordo di due auto, in una sorta di inseguimento che poi avrebbe avuto fine proprio in piazza. A quel punto sarebbero scesi dalle auto e da qui ha preso vita la sparatoria che si sarebbe materializzata per l'intero spazio della piazza. Gli autori avrebbero inseguito a piedi sparando i tre, correndo per oltre 40 metri. A confermare la dinamica gli oltre 15 bossoli trovati a terra e a distanza l'uno dall'altro. Non solo, alcune auto parcheggiate nella zona sarebbero state crivellate di colpi ed è diffusa la considerazione fra gli investigatori che il bilancio drammatico della sparatoria sarebbe potuto essere ben più alto e solo il caso ha voluto che nessun'altra persona si sia trovata nella traiettoria del fuoco.

Le indagini proseguono per fare luce sul movente, per quanto si stia facendo sempre più strada l'ipotesi che alla base della sparatoria vi sia un litigio, uno scontro fra i due gruppi poi sfociato in tragedia. Resta in prognosi riservata, ricoverato all'ospedale Pugliese di Catanzaro, uno dei due feriti per quanto da quanto si apprende non dovrebbe essere in pericolo di vita. La seconda persona ferita è stata dimessa poco dopo l'accaduto.

 

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