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Lamezia Terme, 10 novembre - Il boss Giuseppe Giampà ricostruisce, nei suoi primi interrogatori da collaboratore di giustizia, anche l'antefatto che è poi scaturito nell'omicidio di Vincenzo e Francesco Torcasio, per i quali il padrino ha ammesso di esserne stato il mandate. In particolare, le confessioni che seguono riguardano lo "sconfinamento" di Egidio Muraca nel chiedere un'estorsione per conto dei Torcasio in un'area "coperta" dai Giampà. Verbale dell’interrogatorio di Giampà Giuseppe del 06.09.2012 …omissis… A.D.R.: "L’omicidio di Torcasio Vincenzo fu preceduto da un tentato omicidio nei confronti di Muraca Egidio e Paradiso Angelo, che all’epoca orbitavano nei Torcasio. Muraca e Francesco o Carrà si erano presentati a fare un’estorsione al distributore di benzina in costruzione di proprietà di tale M. che si trova sulla strada che da via del Progresso va al “…”. Il M., peraltro, già pagava noi e si lamentò del fatto che il Muraca ed il Carrà si erano presentati sul posto facendo andare via gli operai con Cosentino Battista. I due estorsori erano stati riconosciuti dagli operai".

A.D.R.: "In particolare Egidio Muraca aveva minacciato gli operai con una pistola".

A.D.R.: "Mandai, tramite Claudio Paola, mio affiliato, a Egidio Muraca un’imbasciata dicendogli che non doveva permettersi di sconfinare sul mio territorio ma questi rispose sprezzantemente. Incaricai allora Pasquale Catroppa e L.P. di eliminarlo. Costoro si recarono a piedi nei pressi dell’abitazione di Egidio Muraca, attendendo che questi rincasasse. Quando arrivarono Muraca era peraltro a casa ma si allontanò nuovamente rientrando dopo un quarto d’ora assieme a Paradiso Angelo, che doveva rimanere estraneo all’azione criminosa. Fortuna volle che egli aprì il cancello con un telecomando a distanza, forse perché aveva notato qualcosa ed in quanto preoccupato dal contrasto che era insorto con me, per cui entrò rapidamente nel piazzale di casa senza fermasi  e non consentendo ai killer di sparare con calma. Ciò determinò che, benché la sua autovettura, una fiat panda bianca, fosse oggetto di colpi di arma da fuoco, sia lui che Paradiso rimasero illesi, salvo che per qualche scheggia di vetro dei finestrini della macchina che mi pare colpì Egidio. Quest’ultimo fatto mi fu riferito da Claudio Paola. …omissis…"

A.D.R.:" dopo il tentato omicidio Egidio Muraca cercò di ripristinare i rapporti con me mandando prima il padre da Angelo Torcasio. Questi mandò Cosentino a rappresentarmi la situazione, ma io gli risposi che non volevo incontrarlo anche perché non ritenevo il Cosentino idoneo ad occuparsi al determinate situazioni. Successivamente, fu Paola Claudio che me lo accompagnò a casa. Egidio si scusò e io gli dissi che poteva continuare a farsi la sua vita, senza ovviamente dare più fastidio. Egli si guardò bene dal venire nuovamente sul mo territorio a fare estorsioni, anche se mi raccontava che Torcasio Vincenzo lo spingeva a vendicarsi. …omississ…"

 

A tale dichiarazione fanno subito seguito delle considerazioni degli organi inquirenti che riportiamo: “La PG dà atto che, in merito all’atto intimidatorio attuato nei confronti di M.S. o comunque legato ai lavori della costruenda area di servizio sedente sulla SS 280, personale dipendete procedeva ad escutere a sommarie informazioni i soci di tale attività identificati per M.S. e M. A.; i due dichiaravano di non aver mai subito estorsioni e di non avere mai corrisposto somme di denaro in tal senso, a chicchessia; aggiungevano di essere all’oscuro dell’atto intimidatorio contestatogli dai verbalizzanti; tali dichiarazioni – lungi dal mirare la credibilità dei vari collaboratori che parlano espressamente dell’episodio, costituisce – purtroppo manifestazione dello stato di assoggettamento in cui versano gli imprenditori, nonché della forza di intimidazione promanante dal vincolo associativo della Cosca Giampà, che i recenti arresti dell’Operazione Medusa solo ultimamente sono riusciti, in pochi casi, a scalfire”.

Successivamnete, lo stesso Umberto Egidio Muraca ha dichiarato alcuni particolari che precedettero gli omicidi dei due Torcasio e il suo definitivo passaggio, come prova di affiliazione, nella cosca dei Giampà dietro la possibilità di ampliare il suo giro di estorsioni nell'area di Capizzaglie.

Stralcio del verbale in forma riassuntiva dell’interrogatorio di Muraca Umberto Egidio del 24.10.12

 

A.D.R.: "Da quando ho iniziato il rapporto con Giampà Giuseppe ho fornito delle informazioni sui Torcasio su richiesta di Giuseppe, ciò è dovuto al fatto che in seguito al tentato omicidio i Torcasio in realtà mi hanno abbandonato; solo dopo l’uccisione di Torcasio Vincenzo “o carrà” il figlio Francesco voleva un aiuto per rivendicare la morte del padre mentre quando si trattava di rivendicare il mio tentato omicidio mi ha voltato le spalle;".

A.D.R.: "ho riferito a Giampà Giuseppe di guardarsi poiché Torcasio Francesco “Carrà” con Carnovale Pasquale voleva attentargli alla vita per vendicarsi del padre;".

A.D.R.: "so che Vasile Francesco ha sparato a Torcasio Vincenzo e Torcasio Francesco “carrà” per averlo appreso da Paola Claudio il quale a sua volta l’aveva appreso da Giuseppe Giampà; sono amico di Francesco Vasile da tempo quindi sono a conoscenza che lui è il killer e che ha operato altri omicidi tra i quali…omississ… i due Torcasio “Carrà”.

A.D.R.: "ritornando all’omicidio di Francesco Torcasio posso dire che Giampà Giuseppe avendo appreso da me che i Torcasio volevano ucciderlo, decise di anticiparli e di uccidere lui a Torcasio Francesco “Carrà”; la rapina fu effettivamente organizzata da Torcasio Francesco rapina alla quale io dovevo partecipare e doveva essere effettuata nei confronti del punto Snai che si trova di fronte alla scuola Pitagora, lo dissi a Giampà Giuseppe e lui colse l’occasione per porre in essere l’omicidio di Francesco Torcasio “carrà”. …..omississ…".

A.D.R.: "Giampà Giuseppe mi aveva offerto il territorio di Capizzaglie per ingrandirmi con il mio gruppo per quanto riguarda le estorsioni in quella zona per cui mi sentivo con le spalle coperte. ….omississ…".

A.D.R.: "con Giampà Giuseppe avevamo concordato che le estorsioni fino a 10/20 mila euro le trattavo io direttamente; sopra tale cifra dovevamo dividere con i Giampà; …..omossiss….".

A.D.R.: "ritornando all’omicidio di Torcasio Francesco so che prese parte Vasile Francesco come killer; Torcasio Alessandro o Giampà Vincenzo guidarono la motocicletta; ….omississ…".

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