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Lamezia Terme - Si è svolto oggi il convegno-dibattito su “Beni confiscati alla mafia. Procedure di destinazione alla luce del nuovo decreto antimafia”. L’incontro si è svolto presso l’aula “Garofalo” del Tribunale cittadino ed è stato promosso dalla Camera penale di Lamezia, presieduta dall’avvocato Pino Zofrea. Presenti anche l’avvocato Franceso Pagliuso  segretario Camera Penale Lamezia Terme - responsabile della scuola territoriale della camera Penale di Lamezia Terme, Il dottor Rocco Chiriano, presidente Avis Regionale  Calabria, il dottor Perpiglia che ha sostituito la dottoressa Maria Annunziata Longo, responsabile centro servizio volontariato per la Calabria. A coordinare il convegno e a presentare gli ospiti relazionanti è stata l’avvocato Anna Moricca componente collegio probiviri della Camera Penale di Lamezia Terme - Comitato scuola territoriale mentre ad introdurre il convegno è stato l’avvocato Francesco Pagliuso che ha sottolineato l'entusiasmo per questo evento perchè "combattere la criminalità organizzata serve a colpire i patrimoni mafiosi”. L’avvocato Pino Zofrea, ha incalzato dicendo come “questa evoluzione giuridica è un’iniziativa anche di carattere sociale, che deve essere tramandata a tutti anche perché ciò che è stato sottratto alla società deve tornare alla stessa”. Il dottor Rocco Chiriano ha parlato dell’utilità del volontariato e dell’Avis spiegando come “noi associazioni di volontariato togliamo dipendenti alla mafia e diamo diritti ai cittadini”. Il dottor Perpiglia ha invece insistito sul promuovere il volontariato e rifacendosi a una frase di don Milani («Io mi preoccupo»), in quanto “il volontariato è lotta alla mafia ed ai cattivi comportamenti e tutto questo ha un valore maieutico”.

A relazionare sul tema del convegno è stato il tenente colonnello della Guardia di Finanza Marco Letizi, responsabile per la Sicilia dell’agenzia nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, che ha dato vita ad un’accurata e dettagliata relazione, confermando che a luglio lascerà l’Agenzia perché sarà impegnato a Roma con un altro incarico. “In questi tre anni, dal 2010, abbiamo fatto tantissimo, abbiamo eseguito 600 provvedimenti”. “Sono stato a Lamezia alcuni anni fa e vi ritorno con piacere”. Parlando di destinazione di beni confiscati alla mafia ha passato a chiarire le procedure per la loro destinazione sostenendo che “è difficile gestire un bene confiscato per la sua provenienza malavitosa, inoltre, un bene confiscato, se non viene utilizzato, si deprezia” . Letizi ha fatto poi una distinzione fra beni immobili, come aziende, terreni, fabbricati e  beni mobili che possono essere destinati direttamente dall’Agenzia alle forze dell’ordine o ad associazioni di volontariato ecc. L’immobile, invece, deve seguire un percorso diverso. “I beni immobili che sono definitivamente confiscati possono essere destinati al patrimonio dello Stato, per caserme e strutture di pubblica utilità, agenzie fiscali o ceduti a Enti locali e territoriali che a loro volta possono destinarli  ad associazioni come l’Avis o ad altre associazioni di volontariato, come recupero di tossico-dipendenti e strutture per disabili”. - I terreni possono essere anche affittati a titolo gratuito a cooperative di lavoro sempre per usi sociali. “I proventi ottenuti dalle aziende confiscate definitivamente alla mafia devono essere destinati a uso della collettività”. “Ove trattasi di aziende queste devono essere gestite da personale esperto”. A concludere il convegno-dibattito è stato Don Giacomo Panizza presidente della Comunità ‘Progetto Sud’: “I beni economici confiscati, devono essere intesi come beni di utilità sociale e devono essere aperti alla popolazione. La prepotenza che c’è stata deve diventare giustizia ”. 

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