
Lamezia Terme - Nel mese di marzo era stato arrestato dalla Polizia Di Stato di Lamezia in quanto trovato in possesso, in concorso con la propria moglie, di 113,6 grammi di cocaina suddivisa in due dosi. In particolare, D. P. G., 38 anni, era stato fermato alla guida della propria auto con a bordo la moglie, S. F., 30enne e aveva consegnato spontaneamente i due involucri di cocaina. Arrestato, è stato poi celebrato il giudizio di convalida e il 38enne sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere e successivamente condannato dal Tribunale penale di Lamezia Terme alla pena di giustizia.
Oggi la Corte di Appello di Catanzaro, accogliendo completamente l’appello proposto dal suo difensore di fiducia, avvocato Antonio Larussa del Foro di Lamezia, lo ha assolto dall’accusa di detenzione e trasporto di cocaina per non aver commesso il fatto ed ordinato l’immediata liberazione dello stesso. In particolare la difesa ha richiamato quel principio espressa dalla Suprema Corte di Cassazione secondo cui “In tema di detenzione illecita di sostanze stupefacenti, il concorso nella detenzione della droga, realizzata dalle altre persone trasportate nel veicolo, non può essere ritenuta, a carico del conducente, sulla base di apprezzamenti meramente soggettivi (nella specie: i ragazzi erano "agitati") o su percezioni di condotte osservate dalla polizia giudiziaria "a distanza" e durante brevi attimi, e che possono essere state determinate da svariati contingenti motivi, legati alla circolazione stradale”. Principio accolto dalla Corte di Appello di Catanzaro che ha completamente riformato la sentenza di condanna, assolvendo completamente l’imputato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA