
Lamezia Terme – Tutto rinviato fino a quando non si saprà se verrà impugnata o meno la sentenza con la quale il Tar del Lazio ha annullato lo scioglimento. I tempi per impugnarla dovrebbero andare dai tre mesi dal deposito o trenta giorni dalla notifica. Si è conclusa così oggi l’udienza in Corte d’Appello a Catanzaro sull’incandidabilità del sindaco Mascaro e dei due ex consiglieri Giuseppe Paladino e Pasqualino Ruberto. Riabilitato il primo cittadino, infatti, si dovrà adesso capire se a breve l’Avvocatura di Stato ricorrerà in Appello per una sospensiva che potrebbe nuovamente stravolgere gli esiti in Comune.
Se la richiesta di incandidabilità avanzata nei confronti di Mascaro era stata rigettata dal Tribunale lo scorso 7 agosto (e accolta nei confronti degli ex consiglieri Paladino e Ruberto, che però hanno anche loro impugnato la sentenza), la Procura e il Ministero dell’Interno, tramite l’avvocatura di Stato, avevano invece deciso di ricorrere in Appello contro la sentenza, rafforzando ancora una volta, quanto dichiarato dalle 240 pagine di memorie da parte della Prefettura di Catanzaro. Ed è per questo che secondo Procura e Viminale ci sarebbero delle contraddizioni in merito alle responsabilità dell’ex primo cittadino. In udienza erano oggi presenti gli avvocati Marasco, Spinelli e Palamara nell’interesse del sindaco Paolo Mascaro, l’avvocato Canzoniere nell’interesse di Giuseppe Paladino e l’avvocato Cristiano (in sostituzione degli avvocati Sirianni e Murone), per Pasqualino Ruberto.
Così, i giudizi relativi ai reclami proposti dal Ministero dell’Interno contro Paolo Mascaro, e da Giuseppe Paladino e Pasqualino Ruberto contro il Ministero dell’Interno, sono stati riuniti e rinviati al prossimo mese di luglio, proprio in attesa di un eventuale giudicato sulla sentenza che ha riabilitato il consiglio comunale di Lamezia, mentre quello proposto dal Procuratore della Repubblica di Lamezia è stato rinviato al 2 aprile 2019.
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