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Lamezia Terme - Nella giornata di sabato 19 marzo un incendio ha interessato un’abitazione in via Mantegna a Lamezia. Sul posto è giunto un equipaggio di due poliziotti della Squadra Volante del Commissariato Lametino, accorgendosi che dal terzo piano dello stabile usciva fumo denso e nero, e che su un balcone c’erano tre persone che chiedevano aiuto urlando dal momento che il loro appartamento era avvolto dalle fiamme. Alla finestra di un altro appartamento dello stesso piano altre persone chiedevano aiuto con in braccio due bambini. Emergono, così, nuovi dettagli in merito all’incendio avvenuto a Savutano. Secondo quanto si apprende, “l’equipaggio della Squadra Volante ha provveduto immediatamente a far allontanare i presenti e a mettere in sicurezza lo stabile chiudendo gli interruttori generali del gas e dell’energia elettrica; poi, nell’attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco, saliva le scale del palazzo in parte sature di denso fumo nero. Giunti sul pianerottolo del terzo piano, i poliziotti – si legge in una nota - notavano le fiamme uscire da un portoncino di uno degli appartamenti. Ridiscendevano le scale e con alcuni secchi per l’immondizia - che un condomino aveva nel frattempo riempito d’acqua - unitamente ad un secondo equipaggio della Volante nel mentre intervenuto, risalivano le scale e cospargevano d’acqua i portoncini degli appartamenti per evitare che fossero totalmente avvolti dalle fiamme”.  

Dall’appartamento posto sul lato sinistro, raccontano i soccorritori: “urla di aiuto e così, gli Agenti colpendo con calci e pugni la porta d’ingresso, riuscivano a penetrare all’interno dell’appartamento nel quale si trovava il proprietario che, nel timore di venire investito dalle fiamme, inizialmente si era rifiutato di uscire. All’interno, già invaso dal fumo, vi era una famiglia: i poliziotti prendevano in braccio i due bambini e convincevano i genitori a seguirli, riuscendo a porli in salvo all’esterno. Nel frattempo sono giunti i Vigili del fuoco i cui operatori, muniti di bombola d’ossigeno e lancia ad acqua, dopo aver sfondato la porta d’ingresso dell’appartamento sul lato destro, si facevano strada all’interno tra le fiamme ed il fumo denso, seguiti dai poliziotti. Gli operatori qui riuscivano a mettere in salvo un uomo ed il giovane figlio. Ancora una volta i poliziotti chiedevano se fosse rimasto qualcuno all’interno dell’abitazione. Appresa l’assenza della figlia, rientravano nel secondo appartamento e trovavano, accovacciata in un angolo, la ragazza in preda al panico, che veniva portata in salvo all’esterno. Tutte le persone soccorse venivano visitate sul posto dai medici del 118, che nel mentre era intervenuto, senza che ci fosse bisogno di alcun ricovero in ospedale. L’elevata professionalità degli operatori della Polizia di Stato intervenuti, incuranti del rischio, ma supportati dalla preparazione acquisita nel campo del soccorso pubblico, ha permesso di porre in salvo sette vite umane, tra i quali due bambini”. 

Nella circostanza gli operatori, intervenuti a salvaguardia della vita delle persone in pericolo – secondo quanto emerso - non hanno riportato conseguenze fisiche, sebbene i volti anneriti dal fumo e le tracce delle fiamme sulle divise certificassero il rischio corso per portare a compimento una delle loro quotidiane missioni.   

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