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Lamezia Terme – Sono state chiuse le indagini per quanto riguarda l’inchiesta che riguarda la fondazione “Calabresi nel mondo” e che nel marzo scorso aveva portato ad una serie di sequestri tra Catanzaro, Lamezia Terme e Roma nei confronti dell’ex deputato Giuseppe Galati, Giuseppe Antonio Bianco e Mariangela Cairo. E proprio a loro tre, in qualità di presidente della fondazione il primo, segretario della fondazione nonché dirigente ad interim del settore Affari generali della Presidenza della Regione Calabria, ora in pensione, il secondo, e segretario generale della fondazione "I Sud del mondo" e collaboratrice della fondazione "Calabresi nel mondo" la terza, è stato notificato l’avviso di conclusione indagini. I tre sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di abuso d’ufficio, falsità ideologica e peculato.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Catanzaro, si era focalizzata sulla fondazione, ente in house della Regione: sarebbe stata acclarata la responsabilità dei tre per la distrazione di fondi comunitari destinati alla fondazione “Calabresi nel Mondo”. Sarebbe stata portata alla luce quella che è stata definita una gestione delle assunzioni “clientelare”, ma anche la violazione dello Statuto della fondazione nella parte in cui prevedeva la gratuità degli incarichi di presidente, con la corresponsione di emolumenti senza il vaglio della Giunta regionale. Un terzo aspetto delle indagini riguarda poi il rapporto tra la fondazione “Calabresi nel mondo” e la fondazione “I Sud del mondo”, di cui Galati è stato pure presidente.  Dalla notifica, gli indagati avranno 20 giorni di tempo per chiedere alla Procura di essere sentiti o depositare memoria difensiva. Allo scadere del termine la Procura potrà chiedere il rinvio a giudizio o, al contrario, avanzare al Gip richiesta di archiviazione.

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