
Lamezia Terme - Si sono svolti tra la mattinata di ieri e la giornata odierna gli interrogatori di garanzia per alcuni dei 49 destinatari di misure cautelari coinvolti, a vario titolo, nell'ambito dell’operazione denominata “Svevia” condotta dalla Dda di Catanzaro relativa ad una presunta organizzazione dedita allo spaccio di droga. Il procedimento - si ricorda - è attualmente nella fase delle indagini preliminari e gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
A comparire dinanzi al gip - avvalendosi della facoltà di non rispondere - sono stati gli indagati Francesco Galluzzi (difeso dagli avvocati Antonio Larussa e Lucio Canzoniere); Gianluca Paradiso, Ugo Torcasio, Eugenio Torcasio e Marco Perri (difesi dall’avvocato Salvatore Cerra); Marco Cosentino (difeso dagli Avvocati Salvatore Cerra e Valerio Mercuri); Vincenzo Iannelli (difeso dall’avvocato Giuseppe Spinelli), Fabrizio Berlingieri (difeso dall’avvocato Domenico Villella); Daniele Amato, Caterina Butruce, Angela Franceschi e Antonio Palermo (difesi dall'avvocato Teresa Bilotta); Antonio Mauro, Antonio Galiano, Antonio Perri, Pasquale Iannelli, Salvatore Iannelli, Pasquale Mete, Giorgio Galiano, Angelo Galiano, Salvatore D’Agostino, Pietro Giovanni D’Agostino, Hans Holzhausen e Maria Giovanna Curcio (difesi dall'avvocato Antonio Larussa).
Hanno, invece, inteso rispondere e contestare le accuse loro postulate, con produzione di documentazioni attestanti la loro estraneità ai fatti, gli indagati Andrea Muraca e Francesco Muraca (entrambi difesi dall’avvocatoDomenico Villella). Ha, ancora, contestato ogni addebito Giuseppe Ammendola (difeso dagli Avvocati Giuseppe Spinelli e Gianluca Careri). Gli interrogatori si sono svolti innanzi ai Gip Catanzaro ed - in rogatoria - di Cosenza, Milano, Genova, Palmi, Vibo Valentia e Reggio di Calabria.
Lamezia Terme da quanto è emerso dall’operazione della Dda di Catanzaro era, epicentro del traffico della droga, in particolare cocaina, eroina e cannabinoidi. Sedi, quindi, e basi logistiche per il deposito, la custodia, la manipolazione e l'occultamento in alcuni locali e luoghi di pertinenza dei promotori ed organizzatori del gruppo criminale in via degli Svevi: principale luogo di deposito del narcotico del sodalizio. Da qui il nome dell’operazione. Avrebbero avuto canali di approvvigionamento, sia nel Reggino, a San Luca e Rosarno, sia a Roma grazie alla collaborazione con i Casamonica.
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