
Lamezia Terme - Un avviso di conclusioni indagini è stato recapitato a cinque consiglieri comunali, attualmente sospesi, a cui la procura di Lamezia Terme contesta il reato di falsità ideologica. Nello specifico, nelle indagini effettuate dalla Guardia di finanza, sarebbe emerso che queste cinque persone (Ruggero Pegna, Giancarlo Nicotera, Pietro Gallo, Maria Grandinetti e Alessandra Lucia Cittadino) all'atto di essere proclamati consiglieri eletti - dopo le comunali del 2019 - avrebbero attestato falsamente di non trovarsi in condizioni di incompatibilità e ineleggibilità alla carica, dichiarando in particolare di non aver debiti pendenti nei confronti del Comune di Lamezia, quando invece al contrario - in base alle indagini e all'ipotesi accusatoria formulata dalla Procura - i cinque eletti sarebbero stati debitori verso il Comune.
Le contestazioni
Nello specifico, secondo quanto scritto negli atti, al consigliere Pegna si contesta l’omesso versamento della Tari per 286 euro e 4 cartelle esattoriali per 3.333,88 euro (Imu e Tari) di cui richiedeva la rateizzazione il 19.12.2019 e terminava di pagare il 16 luglio 2020.
Per quanto riguarda il consigliere Nicotera, si contesta un omesso versamento della Tari per un totale di 16.645,25 euro. Nell'atto notificato si legge che a seguito di definizione agevolata aveva regolarmente pagato solo due rate.
Al consigliere Gallo gli vengono contestate due cartelle esattoriali di 392,88 euro e di 486,88 euro per omesso pagamento Tari, entrambe pagate solo il 17.06.2020.
Alla consigliera Cittadino la contestazione riguarda due cartelle esattoriali di 74,88 euro e di 38,88 euro per omesso versamento della Tari e della tassa per smaltimento rifiuti entrambe pagate in data 29.05.2020.
Alla consigliera Grandinetti la contestazione riguarda 4 cartelle esattoriali di 134, 78 euro, 49,56 euro, 100,38 euro e 120,18 per sanzioni di violazioni del Codice della strada, le due prime due annullate solo in data 28.08.2020 e le successive pagate in data 30.07.2020.
La vicenda, come si ricorderà, tenne banco in Consiglio comunale e dopo un lungo dibattito in Aula però furono escluse incompatibilità. Tutto, sulla base della richiesta di accesso agli atti da parte del primo dei non eletti, Vincenzino Ruberto che "denunciò" le incompatibilità rivolgendosi alla procura della Repubblica.
Antonio Cannone
REAZIONI
Lucia Alessandra Cittadino: "Rinnovo la mia fiducia nella Magistratura"
"Questa mattina mi sveglio ed apprendo direttamente dai giornali di essere destinataria di un avviso conclusioni indagini emesso dal Tribunale di Lamezia Terme insieme ad altri 4 consiglieri comunali; fino a quel momento infatti nessun atto mi era stato notificato personalmente. Dalle indagini emergerebbe che avrei falsamente attestato di non avere debiti di natura tributaria con il Comune di Lamezia Terme" è quanto afferma in una nota Lucia Alessandra Cittadino.
"Veniamo ai fatti. Intorno al 16 dicembre 2019 veniamo convocati tutti i consiglieri comunali, in gran fretta, dagli uffici preposti, al fine di sottoscrivere un malloppo di carte, prodromiche per la proclamazione del consiglio comunale che aveva necessità di insediarsi il 22 dicembre. Tra questi vi era una autocertificazione nella quale si doveva attestare di non avere debiti nei confronti dell’ente. Faccio presente ai funzionari che avevo necessità di sincerarmi che non mi fosse sfuggita alcuna rata relativa a Tari ed Imu e vengo indirizzata verso l’ufficio tributi del Comune, dove accedo più volte proprio allo scopo di essere assolutamente sicura di non avere pendenze. Emerge la sussistenza di un avviso di pochi euro ed immediatamente chiedo a mio marito la cortesia di recarsi presso la sede dell’ Agenzia delle Entrate Riscossione a saldare il dovuto. Solo dopo aver ricevuto la quietanza di pagamento, mi reco nuovamente presso gli uffici ed in tutta tranquillità attesto convintamente di non avere alcun debito. Premetto di essere proprietaria di diversi immobili e diligentemente ho sempre pagato tutto. Ad abundantiam evidenzio che anche le tasse preferisco pagarle in un’unica soluzione, per non rischiare di dimenticare qualche rata".
"Passano i mesi ed a maggio 2020 vengo a conoscenza della sussistenza di due avvisi di 79,88 ed 38,88 euro, riconducibili ad ipotetiche differenze tari anno 2015, che prontamente pago benchè disconoscessi di essere tenuta a farlo, vista la completa fumosità degli avvisi e difetto di motivazione. A questo punto, con molto disappunto, chiedo all’ufficio tributi del perché non mi fosse stato comunicato nel dicembre 2019 la sussistenza di tali pendenze e mi veniva risposto che, trattandosi di “differenze” e non tributo vero e proprio, non risultava a video!!! Così come al Comando di Polizia Municipale non risultava, lo scorso anno, il pagamento di una multa da mio marito immediatamente estinta, solo perché pagata presso un Tabacchi convenzionato con il Comune! Appare evidente che dopo decenni di regolare contribuzione, durante i quali non ho mai saltato una annualità di tari ed imu, peraltro in un Comune che si distingue in Italia per avere tra le voci di bilancio più importanti, proprio milioni di euro di tributi locali non riscossi, mai mi sarei sognata di attestare falsamente di non aver pagato 100,00 euro di tari anno 2015!!! Da cittadina ed utente posso a questo punto affermare che i sistemi informatici sono un fiore all’occhiello del Comune di Lamezia Terme! Da Avvocato mi preme, invece, rinnovare la mia fiducia nella Magistratura, che sono certa saprà comprendere e correttamente inquadrare i fatti. Tanto dovevo ai miei elettori ed ai tanti concittadini che non perdono occasione per manifestarmi la loro stima per la mia coerenza, rettitudine e per la mia azione politica, che amo profondamente e che nessuno riuscirà a fermare".
Ruggero Pegna: "Solidarietà agli altri consiglieri coinvolti"
"Ho letto quest’oggi vari spazi dedicati dalla stampa locale alla vicenda dei presunti debiti di alcuni consiglieri comunali nei riguardi del Comune di Lamezia Terme, debiti che secondo un aspirante consigliere e il suo legale sussistevano al momento dell’insediamento del nuovo Consiglio Comunale e costituivano motivo di incompatibilità, tanto da sporgere denuncia per falsa autodichiarazione di compatibilità" è quanto afferma in una nota Ruggero Pegna.
"Ricordando che tutto è partito dal disperato tentativo di tale candidato non eletto di entrare a tutti i costi in Consiglio comunale, potendolo fare solo al mio posto, sottolineo che questo accertamento è normale conseguenza della denuncia iniziale, rispetto alla quale ho già ottenuto ogni soddisfazione in sede civile. Preciso nuovamente, pertanto, che non c’è stata alcuna falsa dichiarazione, ma semplicemente la contestazione di un presunto debito in realtà inesistente, basato su dati catastali imprecisi, del quale io stesso avevo trasmesso i conteggi dell’Ufficio tributi alla Segreteria Comunale prima dell’insediamento. Debito di circa tremila euro pagato in via provvisoria, per il quale il mio legale avvocato Tiziano Lio ha subito avviato un giudizio al fine di sentire dichiarato che, appunto, le somme non erano dovute, con riserva di recuperarle essendo state indebitamente pagate. Pertanto, non sussisteva e non sussiste alcuna causa di incompatibilità, come già sentenziato dal Tribunale a mio favore e, conseguentemente, non esiste alcun possibile reato di falso a mio carico. Concludo esprimendo solidarietà agli altri consiglieri coinvolti per presunti debiti verso il Comune, peraltro di importi ridicoli, certo che anche loro dimostreranno l’insussistenza di ogni accusa".
Giancarlo Nicotera: "Erroneamente indicato quale debitore, fiducia nel lavoro degli inquirenti"
"Apprendo con sgomento e stupore, da notizie pubblicate sulla stampa, di essere erroneamente indicato quale debitore di una cifra stratosferica e lunare dell'importo di Euro 16.645.25 (32.229.601,40 di vecchie lire) per un'annualita' di Tari (Tassa sui rifiuti) non pagata. Non avendo, mio malgrado, la disponibilità di castelli o catene di alberghi sottolineo, senza se e senza ma, che tutto ciò non è assolutamente corrispondente al vero", è quanto afferma, in una nota, Giancarlo Nicotera, già consigliere comunale che, aggiunge: "Non dovendo neanche un centesimo di Tari, ritengo che l'indicazione di tale enorme ed astronomica cifra sarà dovuta, vista l'assoluta, icastica e solare erroneità della stessa, ad un mero refuso di stampa al momento dell'emissione dell'atto di indagine. Si adduce che esisterebbe, invece, un debito di altra natura per un importo di circa 400 euro, risalente a quasi dieci anni fa, oggetto di rottamazione e definizione agevolata, richiesto pare ad altra persona deceduta che mi verrebbe addebitato. Rottamazione delle cartelle prevista dalla legge che ne differisce ogni esigibilità, come statuito da totalizzante Giurisprudenza (tra gli altri Consiglio di Stato, in Adunanza Plenaria, 5 giugno 2013, n. 15; Suprema Corte di Cassazione, Sezione Penale, Sentenza n. 36821 del 5 settembre 2016; Tar Lombardia, Brescia, Sezione II, sentenza 10 dicembre 2012, n. 1924). Specifico pure che anche questo debito è stato corrisposto già 9 anni fa, per cui l'importo oggetto della rottamazione non è neanche dovuto. Ovviamente, proprio per quell'amore indissolubile che nutro per la Giustizia e per la stima ed il rispetto che porto per chi la persegue, ripongo piena ed immutata fiducia nel lavoro degli inquirenti e della Magistratura che, anche alla luce di quanto sarà ulteriormente sottoposto alla loro attenzione, sapranno meglio valutare ed approfondire la realtà appurando la verità e, come sempre, il mio rispetto assoluto per la Legge".
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