
Lamezia Terme - Si è concluso il primo grado di giudizio per una vicenda relativa a intestazione fittizia di beni ed estorsione. Davanti al Tribunale collegiale di Lamezia Terme (presidente Angelina Silvestri, a latere Adele Foresta e Domenico Riccio) è stata pronunciata la sentenza nei confronti di Francesco Maria Stranges (difeso dall’avvocato Aldo Ferraro), e di Vincenzo Bonaddio (difeso dagli avvocati Antonio Larussa e Carmine Curatolo), in cui i due erano imputati di intestazione fittizia di beni, aggravata dalla finalità di agevolare la “cosca Giampà”, ed il solo Bonaddio anche di estorsione pluriaggravata ai danni di un imprenditore di Lamezia Terme. Il Tribunale, accogliendo le richieste formulate dalla Procura Distrettuale (rappresentata in udienza dal pm Chiara Bonfadini), ha assolto Stranges e Bonaddio dal reato di intestazione fittizia, ed ha condannato Vincenzo Bonaddio per il reato di estorsione alla pena di 8 anni di reclusione e 1.600 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili Associazione Antiracket Lamezia e del Comune di Lamezia Terme, liquidati in 5.000 euro ciascuna.
Quanto all’intestazione fittizia, l’istruttoria dibattimentale "ha consentito di accertare - riferiscono i legali - che gli immobili che la accusa originariamente riteneva riconducibili a Bonaddio sebbene formalmente intestati a Stranges (una villa a Conflenti costruita nel 2008, ed un terreno a Feroleto Antico acquistato nel 2012), rientravano invece nella effettiva ed esclusiva disponibilità di Stranges e dei componenti del suo nucleo familiare: l’avvocato Ferraro ha infatti dimostrato che la villa di Conflenti non solo era stata costruita con risorse economiche che provenivano dal suo assistito, ma soprattutto che essa è sempre stata nella sua esclusiva disponibilità tanto da essere stato denunciato per abuso edilizio rispetto a taluni lavori di ampliamento eseguiti nel 2014, e da essere stati rinvenuti al suo interno beni e suppellettili della figlia che era in procinto di trasferirsi al suo interno all’epoca in cui ne fu disposto il sequestro. Quanto invece al terreno a Feroleto, la difesa ha fornito la prova che i dati reddituali valorizzati in fase di indagine andassero integrati con gli ulteriori introiti che derivavano a Stranges ed ai suoi familiari dall’azienda agricola di cui erano titolari, e di cui non si era tenuto conto, la cui entità era tale da giustificare quell’investimento immobiliare". "La prova della innocenza di Stranges - in base a quanto riferiscono i legali - è stata tale da indurre il pm e l’avvocato Ferraro a chiedere che il Tribunale, anziché emettere una sentenza dichiarativa della estinzione del reato per la morte dell’imputato (essendo egli deceduto a causa di un infortunio sul lavoro il 4 febbraio 2021), pronunciasse la assoluzione “nel merito” delle accuse che gli erano state addebitate, richiesta accolta dal Tribunale, che ha assolto Francesco Maria Stranges “perché il fatto non sussiste”.
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