Lamezia Terme - Si è celebrato nei giorni scorsi dinnanzi alla Suprema Corte di Cassazione il processo a carico di alcuni imputati nell’ambito dell’Operazione “Andromeda”, relativa all’associazione mafiosa Iannazzo-Cannizzaro-Daponte e relativa al filone dell’omicidio di Antonio Torcasio, dinnanzi al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lamezia Terme nel maggio del 2003 e dell’omicidio di Vincenzo Torcasio nell’estate del 2003. In particolare, la Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, in totale accoglimento delle argomentazioni difensive dell’avvocato Antonio Larussa, difensore di Anzalone ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale avverso l’assoluzione ottenuta dallo stesso Anzalone in relazione all’omicidio di Antonio Torcasio. In particolare, Angelo Anzalone era stato condannato dal GUP di Catanzaro nel febbraio del 2017 alla pena dell’ergastolo per l’omicidio di Torcasio con il ruolo di esecutore materiale e con il compito di guidare la moto con a bordo il soggetto che materialmente sparò al Torcasio nel maggio del 2003 dinnanzi al Commissariato di P.S. dove la vittima si recava per obblighi di legge.
La condanna all’ergastolo per Anzalone era stata confermata nel luglio del 2018 dalla Corte di Assise di Appello di Catanzaro. Successivamente la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione annullava la condanna all’ergastolo per Anzalone con rinvio alla Corte di Assise di Appello, conferma la sussistenza del reato di associazione mafiosa. Nel luglio dello scorso anno, la Procura Generale aveva richiesto la pena dell’ergastolo per Anzalone, mentre la Corte di Assise di Appello di Catanzaro assolveva Angelo Anzalone dal reato di omicidio pluriaggravato di Antonio Torcasio anche dall’agevolazione mafiosa e lo condannava alla pena di 10 anni di reclusione per il reato di associazione mafiosa.
Anzalone, a mezzo del suo difensore, impugnava la parte di sentenza di condanna per il reato di associazione mafiosa in relazione alla pena, mentre l’Ufficio di Procura Generale di Catanzaro chiedeva l’annullamento dell’assoluzione per l’omicidio di Antonio Torcasio.
Analoga situazione si verificava per Vincenzo Torcasio, alias “Giappone”, che in relazione al medesimo omicidio (Torcasio Antonio) è stato condannato in primo grado alla pena di 30 anni di reclusione, poi ridotta a 16 anni nel primo giudizio di appello. Anche in questo caso la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione annullava la condanna per l’omicidio in relazione alla posizione del Torcasio Vincenzo con rinvio alla Corte di Assise di Appello, conferma la sussistenza del reato di associazione mafiosa. Nel luglio dello scorso anno, la Procura Generale aveva richiesto la condanna a 30 anni di reclusione mentre la Corte di Assise di Appello di Catanzaro assolveva Torcasio Vincenzo dal reato di omicidio pluriaggravato anche dall’agevolazione mafiosa e lo condannava alla pena di anni 10 di reclusione per il reato di associazione mafiosa.
Vincenzo Torcasio, a mezzo del suo difensore, impugnava la parte di sentenza di condanna per il reato di associazione mafiosa in relazione alla pena, mentre l’Ufficio di Procura Generale di Catanzaro chiedeva l’annullamento dell’assoluzione per l’omicidio di Torcasio Antonio.
A seguito dell’udienza celebratasi nei giorni scorsi, la Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, in totale accoglimento delle argomentazioni difensive dell’avv. Antonio Larussa, difensore di Angelo Anzalone dichiarava inammissibile il ricorso del Procuratore Generale avverso l’assoluzione relativamente all’omicidio cosicché il proscioglimento diventava definitivo ed accoglieva il ricorso della difesa in ordine al trattamento sanzionatorio con rinvio alla Corte di Assise di Appello. Analogamente in totale accoglimento delle argomentazioni difensive dell’avv. Antonio Larussa, difensore di Torcasio Vincenzo, dichiarava inammissibile il ricorso del Procuratore Generale avverso l’assoluzione relativamente all’omicidio cosicché anche in questo caso il proscioglimento diventava definitivo.
Accoglieva il ricorso dell’Avv. Larussa in ordine alla determinazione della pena ed annullava senza rinvio la sentenza di condanna in relazione al trattamento sanzionatorio rideterminando la pena, per il reato di associazione mafiosa, in quella di 4 anni e 8 mesi di reclusione, inferiore a quanto già espiato in fase cautelare da Vincenzo Torcasio, revocava altresì l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, sostituita con quella di 5 anni e revocava totalmente l’interdizione legale.
Si chiude così dopo oltre 23 anni, con le assoluzioni definitive di Vincenzo Torcasio e Anzalone Angelo, la vicenda relativa all’omicidio di Torcasio Antonio avvenuta nel maggio del 2003 davanti al Commissariato di P.S. di Lamezia Terme che all’epoca scosse per le modalità di quel fatto di sangue.
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