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Lamezia Terme – A distanza di 35 anni dall’omicidio, la procura di Catanzaro guidata da Salvatore Curcio riapre le indagini sull’uccisione di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte, avvenuta il 24 maggio 1991. Si apre un barlume di speranza nella ricerca di verità sulla strage dei netturbini a lungo invocata dai familiari e al centro da anni di una battaglia civile di memoria e giustizia. Nel 2022 i familiari in ultimo avevano presentato un esposto alla Dda di Catanzaro, allora guidata dal procuratore Nicola Gratteri, per chiedere la riapertura delle indagini.

Oggi arriva la mossa del procuratore Curcio che punta ad accertare la filiera delle responsabilità e a far ripartire l’attività investigativa in un omicidio maturato in un contesto criminale legato al controllo all’epoca del servizio di raccolta dei rifiuti. A pagare il prezzo più alto di interessi mafiosi e scelte politiche opache furono i due netturbini. Dopo 35 anni spesi sull’altare della memoria e della richiesta caparbia di verità e giustizia, si apre dunque un nuovo capitolo che potrebbe portare a una verità storica e giudiziaria su quanto accaduto in quella drammatica alba del 1991.

G.V.

Cristiano: "Si riaccende la speranza di verità e giustizia"

Massimo Cristiano Capogruppo Consiliare, a nome di tutto il gruppo esprime: "viva soddisfazione per la decisione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro di riaprire le indagini sul barbaro omicidio di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte. Si tratta di una notizia che restituisce fiducia nelle istituzioni e nella giustizia, attesa per oltre trentacinque anni dai familiari delle vittime e da un'intera comunità che non ha mai smesso di chiedere verità. Desideriamo rivolgere un sincero ringraziamento al Procuratore della Repubblica di Catanzaro, dott. Salvatore Curcio, e a tutti gli investigatori impegnati in questa nuova fase di accertamento, per l'attenzione e l'impegno profusi verso una vicenda che ha segnato profondamente la storia della nostra città. Il nostro pensiero va soprattutto a tutti coloro che, purtroppo, non sono più tra noi e che si sono spenti portando nel cuore la speranza di vedere finalmente affermata la verità e la giustizia. Donne e uomini che hanno atteso per decenni una risposta che non è mai arrivata e che oggi avrebbero accolto questa notizia con emozione e speranza. Auspichiamo che la riapertura delle indagini possa finalmente fare piena luce su uno dei delitti più efferati e crudeli consumati sul nostro territorio, che ha visto due lavoratori onesti perdere la vita mentre svolgevano il proprio dovere al servizio della comunità. La memoria di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte merita verità. Le loro famiglie meritano verità. Lamezia Terme merita verità e giustizia".
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