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Lamezia Terme – Un boato fortissimo che ha squarciato il silenzio della notte. Erano passate da poco le 23:30 quando il centro di Lamezia e i suoi abitanti sono stati risvegliati da quel suono inconfondibile che caratterizza l’esplosione di un ordigno. Non una semplice bomba carta, perché quella avrebbe fatto meno rumore, ma un ordigno di medio potenziale che ha provocato un boato netto, fragoroso, che è risuonato per tutto il centro storico. Un giovedì sera qualunque, c’era ancora un po’ di gente in giro, diverse le persone che erano andate a seguire uno spettacolo al Teatro Grandinetti e che hanno assistito in “diretta” alla scena. Sembra un dejavù. Lamezia si risveglia e si ritrova tutta davanti al negozio vittima dell’attentato. Si tratta de “Il fornaio”, dei fratelli Angotti, un’attività commerciale aperta da qualche tempo proprio all’incrocio tra via Adige e via Piave e che si occupa della vendita di alimentari e funge anche da panificio. I fratelli Angotti hanno altri esercizi commerciali e sono conosciuti in città per la loro attività decennale.  

Il negozio è andato completamente distrutto con i proprietari e i loro familiari che guardavano increduli e impotenti i danni provocati dalla deflagrazione. La sensazione è che potesse andare peggio. Vista l’ora, il luogo e la sua centralità, qualcuno avrebbe potuto passare e venire coinvolto nello scoppio. Ma fortunatamente così non è stato.

L’onda d’urto, ha però danneggiato alcune automobili parcheggiate proprio là accanto, almeno cinque, oltre che le vetrine di altri negozi che si trovano di fronte. Scherzo del destino ha voluto che, a subire diversi danni, sia stato anche un altro locale che, proprio sei anni fa, si trovava allo stesso posto del “Fornaio” e che aveva subito un atto intimidatorio simile a quello messo a segno ieri. Una bomba ad alto potenziale, il 7 luglio 2011 intorno a mezzanotte, aveva distrutto la pasticceria della famiglia Giordano, i cui proprietari, dopo tanti sacrifici, hanno riaperto il negozio, solo un anno fa, a pochi passi dalla loro sede storica. Prima di riaprire, però, i proprietari erano andati via, scappati da questa realtà che aveva voluto colpire la loro attività. La stessa cosa che è successa ieri sera. Spesso, infatti, più che intimidire, gesti del genere vogliono esclusivamente e letteralmente distruggere i commercianti, colpirli nel loro lavoro, costringendoli ad abbandonare quanto hanno costruito.

Fatto sta che i lametini ieri sera, si sono stretti intorno ai commercianti, tutti increduli di tanta barbarie. C’erano i curiosi, c’erano coloro che erano preoccupati, c’erano, però, tanti indignati. Tanti giovani che scuotevano la testa: Lamezia per diverso tempo era tornata ad essere quello che si può definire un posto tranquillo. Le operazioni delle forze dell’ordine contro la criminalità organizzata sembravano aver messo una parola fine ai periodi di paura e di intimidazione che la città aveva vissuto. Ieri notte sembrava di essere tornati indietro. 

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La conta dei danni e i lavori di ripristino il giorno dopo l’attentato

Il giorno dopo eventi come questo, si cerca di capire, si cerca di scavare. Uno dei fratelli dei proprietari dell’attività commerciale, è un collaboratore di giustizia. Quella di ieri, comunque, più che una “semplice” intimidazione, sembrava essere qualcosa di più, un modo per far sentire la presenza opprimente e incessante della criminalità organizzata. Un modo per distruggere completamente un’attività e farla allontanare dal territorio. Potrebbe voler dire che qualcuno si sta riorganizzando e con atti del genere vorrebbe far capire chi comanda. Ma la città è stanca. Il sindaco Paolo Mascaro, insieme ad una parte della giunta, ieri sera era sul posto. Alle due di notte, dopo le ore passate a guardare increduli lo sfacelo provocato dall’ordigno, ha condannato il gesto con un post su Facebook che recitava: “Vergognati vigliacco”. Ma anche gli altri cittadini hanno fatto sentire la loro solidarietà, fin da subito. Oggi si riaccolgono le idee, si riparte, si cerca di tamponare quanto è andato distrutto. I proprietari erano stamane davanti al negozio e hanno fatto partire la macchina della ricostruzione. Si riparano i danni, si mettono a posto le vetrine, si cerca, appunto di ripartire.

Intanto, le forze dell’ordine sono al lavoro da stanotte per ricostruire quanto accaduto e per capire chi siano gli autori di questo gesto. Sono stati fatti tutti i rilievi per appurare la dinamica ma, probabilmente, un grosso aiuto alle indagini sarà dato dai filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona: non l’attività commerciale colpita, che come si apprende dagli investigatori non ha installato telecamere, ma sono tanti i negozi che affacciano proprio su quella via e che hanno sistemi di videosorveglianza che potrebbero aiutare nella ricostruzione.

C.S.

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