
Lamezia Terme - "Si è fatto la casa sulla terra mia". E' turbato, scosso e molto preoccupato l'imprenditore lametino che sarebbe stato vessato da Aurelio Notarianni, 57 anni, e dal figlio Luigi Notarianni, 29 anni, destinatari oggi di un'ordinanza cautelare (per il primo in carcere e per il secondo ai domiciliari) firmata dal gip di catanzaro Pietro Carè, su richiesta della Procura distrettuale antimafia guidata da Nicola Gratteri, ed eseguita dagli agenti del commissariato di polizia di Lamezia Terme.
Il video dell'operazione
I Notarianni sono accusati di estorsione e tentata estorsione con l'aggravante del metodo mafioso - dal momento che Aurelio Notarianni è giudicato satellite alla cosca Giampà - perché da anni avrebbero vessato l'imprenditore lametino, con esplicite minacce affinché cedesse loro un appezzamento di terreno di sua proprietà attraverso una vendita fittizia. I due, infatti, stando alle ricostruzioni effettuate dalla procura di Catanzaro avrebbero chiesto all'uomo di far solo finta di ricevere soldi in cambio del trasferimento del terreno da intestare alla fidanzata di Luigi Notarianni. Non solo, quando ancora la vendita non era stata realizzata, avrebbero iniziato a costruire un immobili abusivo da destinare ad abitazione su un terreno che in realtà è a destinazione agricola e che, quindi, in quanto tale non potrebbe essere oggetto di interventi edilizi.
L'operazione ha origine da specifici controlli sul territorio effettuati dalla polizia: gli agenti seguendo le mosse di Aurelio Notarianni si sarebbero accorti di alcuni movimenti anomali sul terreno in questione. Sarebbero poi risaliti al proprietario del terreno, il quale nel corso di più interrogatori davanti alla polizia, non senza un carico di paura e di timore per la sua sicurezza e quella della sua famiglia, avrebbe ammesso le vessazioni. Uno stato d'animo provato e che emerge chiaramente da alcune intercettazioni telefoniche in cui l'uomo confida a familiari e amici tutto il suo scoramento: "Ogni cinque minuti vengono - dice - e vogliono soldi, sempre soldi e ora si è fatto la casa sulla terra mia. I sudori miei, i sacrifici miei".
Gli inquirenti non hanno dubbi nel descrivere il profilo dei Notarianni: "Liberi da misure detentive - si legge nell'ordinanza di custodia cautelare - si sono attivati per ricompattare il proprio gruppo criminale mediante la riproposizioni di attività criminali, vale a dire l'estorsione a carico di imprenditori e commercianti. E' risultato evidente che Aurelio Notarianni, forte dei suoi trascorsi criminali e del vincolo familiare con il fratello Aldo, esponente di vertice della cosca Giampà, reitera le condotte criminali già poste in essere in passato".
G.V.
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