
Lamezia Terme - L'accusa e le contestazioni per L.G., un sessantenne dell'hinterland cittadino, erano quelle di aver "favorito l'attività di prostituzione, ex art. 3 n. 8) della L. 20 febbrario 1958, n. 75, per aver accompagnato due donne nigeriane con la sua autovettura presso i luoghi dove costoro esercitavano l'attività di meretricio". La vicenda ebbe inizio nell'ottobre del 2018, quando L.G. con il suo automezzo fu fermato, nei pressi di Contrada Palazzo, dalla Polizia Locale di Lamezia Terme, nell'ambito di una serie di attività investigative messe in atto per contrastare il fenomeno della prostituzione nelle zone lametine.
L.G. fu tratto in arresto, posto ai domiciliari, il suo automezzo fu sottoposto a sequestro preventivo e successivamente venne disposto il suo rinvio a giudizio. Nel corso del processo la difesa dell'imputato, rappresentata dall'Avv. Giancarlo Nicotera, ha messo in evidenza l'assoluta liceità del comportamento del proprio assistito che, suo malgrado, aveva soltanto offerto un passaggio a due giovani donne per accompagnarle in un noto centro commerciale del lametino e che, in nessun caso, egli aveva posto in essere alcuna condotta finalizzata alla prostituzione. Invero, al momento, del fermo e del controllo del mezzo nessuna delle accuse formulate dagli inquirenti era stata messa in atto dell'imputato. Acquisiti gli atti e le investigazioni e chiuso il dibattimento, il Tribunale di Lamezia Terme, presieduto dal Dott. Riccio, accogliendo le richieste difensive ha invero mandato "Assolto L.G. perché il fatto non sussiste", disponendo anche l'immediato dissequestro del mezzo.
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