Lamezia Terme – È stato prosciolto in appello l’imputato nel procedimento relativo all’omicidio di Cesare De Sensi, ucciso il 29 settembre 1989 all’interno del Mercato Coperto di Nicastro. La vicenda giudiziaria si chiude così dopo 37 anni dai fatti.
De Sensi, ex sorvegliato speciale ritenuto vicino a una storica famiglia di 'ndrangheta lametina, venne raggiunto da diversi colpi di pistola nei pressi di una pescheria. Il killer, che agì a volto scoperto, si allontanò a bordo di una Vespa bianca guidata da un complice, esplodendo anche alcuni colpi in aria per garantirsi la fuga. Le indagini sull'omicidio sono state oggetto di diversi procedimenti giudiziari nel corso degli anni, anche nell'ambito dell'operazione "Primi Passi" e attraverso le dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia. Gli accertamenti investigativi portarono infine all'identificazione di F.L., all'epoca diciottenne, ritenuto il conducente del motociclo utilizzato per la fuga degli esecutori del delitto.
L'uomo, difeso dall'avvocato Antonio Larussa del Foro di Lamezia Terme, venne rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio aggravato. Il processo, celebrato nel 2023 con rito abbreviato a 34 anni dai fatti, si concluse in primo grado con una condanna a 30 anni di reclusione e al risarcimento dei danni in favore dei familiari della vittima. La Corte di Assise di Appello di Catanzaro, con sentenza del 4 giugno 2026, ha però riformato integralmente la decisione di primo grado. Accogliendo le argomentazioni della difesa, ha escluso le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti e futili, dichiarando il non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato, maturata prima della sentenza di condanna.
© RIPRODUZIONE RISERVATA