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Lamezia Terme – Proseguono le udienze del processo per l’omicidio del ventenne Francesco Torcasio, che vede imputato Antonio Voci, uno degli arrestati per il delitto. Il processo alla Corte di Assise di Catanzaro, con il presidente Giuseppe Neri e a latere la dottoressa Tiziana Macrì, è cominciato nel dicembre scorso e vede Antonio Voci unico imputato perché, differentemente dagli altri, ha scelto il rito ordinario assistito dai suoi legali, gli avvocati Leopoldo Marchese e Gregorio Viscomi. Nell’udienza di stamane si è proceduto ad ascoltare i testimoni che hanno contribuito alle prime ricostruzioni dell’omicidio: a comparire davanti ai giudici sono stati prima gli ufficiali della polizia scientifica che, la mattina del 7 luglio 2011 in via Misiani, erano intervenuti sul luogo del delitto e avevano poi effettuato i rilievi e ottenuto gli eventuali riscontri. Sul banco dei testimoni è salito poi un ufficiale di polizia che ha risposto alle domande in merito alle indagini che a quel tempo stava svolgendo sulla cosca Giampà.

Nella prossima udienza, fissata per il 20 marzo, compariranno gli altri testimoni e verranno ascoltati, inoltre, anche i due collaboratori di giustizia, L.P. e l’ex boss Giuseppe Giampà. Fu proprio grazie alle sue rivelazioni e a quelle dell’altro pentito Angelo Torcasio che furono arrestati i presunti killer. Giampà confessò che fu lui il mandante dell’omicidio di Francesco Torcasio e anche di quello del padre Vincenzo, avvenuto proprio un mese prima, il 7 giugno del 2011, durante una partita di calcetto in un campetto nel quartiere Scinà. Dalle testimonianze del boss a sparare i 15 colpi contro Francesco Torcasio fu il suo “killer di fiducia”, Francesco Vasile, avvisato dell’arrivo della vittima da Antonio Voci che inviò a Vasile un sms con scritto “107 blu”, così come il boss gli aveva ordinato. Giuseppe Giampà raccontò di aver comandato prima l’omicidio di Vincenzo Torcasio perché interferiva nelle zone d’influenza della cosca Giampà e poi quello del figlio ventenne Francesco perché dopo la morte del padre voleva vendicarsi uccidendo il boss.

C.S.

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