
Lamezia Terme – É stato condannato a 20 anni di reclusione, Letterino Cuda, l’uomo accusato dell’omicidio del cognato, Annunziato Gallo, ucciso a colpi di fucile nelle campagne di località Nocelletto a Gizzeria il 31 dicembre del 2012. Il Gip, la dottoressa Barbara Borelli, ha emesso la sentenza e ha confermato la pena chiesta dal Pm, la dottoressa Rossana Esposito, che durante la requisitoria ha contestato all’imputato le aggravanti dei futili motivi e della premeditazione del gesto. Anche gli avvocati di parte civile, Tiziana D’Agosto ed Eugenio Battaglia, hanno chiesto che a Cuda fossero riconosciute le aggravanti della premeditazione e della mancanza di pentimento, ma che non gli fossero concesse le attenuanti generiche del caso.
La linea difensiva degli avvocati, Francesco Tropea e Angelo Grandinetti, si è focalizzata su una ventennale situazione di attrito tra i due familiari, con anni di probabili vessazioni subite dall’imputato; che, unite al suo radicato sentimento di attaccamento alla terra, hanno provocato questa reazione sfociata nel folle gesto. Cuda infatti, come è emerso nel corso delle indagini prima e del processo poi, aveva un rapporto conflittuale con il cognato, che in quei giorni, avrebbe danneggiato alcune canalette di scolo dell’acqua nella proprietà dell’imputato. Dalla ricostruzione è emerso che Annunziato Gallo si trovava sul trattore mentre discuteva con il Cuda, il quale gli avrebbe sparato un colpo di fucile da una distanza ravvicinata. Successivamente allo sparo, il trattore su cui si trovava la vittima avrebbe sbattuto contro un albero, rovesciandosi e finendo in un dirupo. Il ritrovamento del corpo in un primo momento fece pensare ad un incidente; ipotesi smentita quasi subito dagli inquirenti. Dopo alcuni giorni d’indagine, fu fermato Letterino Cuda, che confessò poco dopo di aver commesso il delitto, avvenuto proprio l’ultimo giorno del 2012. Il Gip oltre alla pena di 20 anni di reclusione, ha condannato l’imputato al pagamento delle spese processuali e al risarcimento di 35 mila euro ciascuno per la moglie e i figli della vittima.
C.S.
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