
Lamezia Terme – Pina Jennifer era stata accusata e condannata, nell’ottobre dell’anno scorso, per concorso nell’omicidio di suo marito Giovanni Villella, con l’aggravante della premeditazione. Il giudice per le indagini preliminari, Barbara Borelli, l’aveva condannata in primo grado, con rito abbreviato, alla pena di 16 anni di carcere. Oggi i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro hanno deciso per una riforma della precedente sentenza, abbassandola a 14 anni. Dopo un’ora e mezza di Camera di Consiglio, la lettura del dispositivo di sentenza, che mitiga, di due anni, la pena precedentemente inflitta alla donna. “Parzialmente soddisfatta” si dice il suo avvocato difensore Teresa Bilotta, che l’ha definita comunque una vittoria, “considerando appunto che, secondo le accuse, si tratta di omicidio, con l’aggravante della premeditazione e tenendo conto anche del rapporto coniugale tra i due. Andremo comunque in Cassazione – ha concluso l’avvocato – ma c’è soddisfazione perché c’è stata una revisione rispetto alla condanna iniziale”. Le motivazioni della sentenza, che hanno portato a tale decisione i giudici, saranno depositate entro novanta giorni.
La storia dell’omicidio di Giovanni Villella ha le caratteristiche di un vero e proprio giallo: l’uomo, marito di Pina Jennifer, fu ucciso nella notte tra il 4 e il 5 giugno del 2011 in una strada sterrata in località Pullo, nei pressi di un vivaio, con diversi colpi sparati da un fucile caricato a pallettoni. Dopo due settimane per l’omicidio furono arrestati oltre alla moglie di Villella, anche Giovanni Giampà, amante della donna e Michele Dattilo, pluripregiudicato e cognato di Giampà. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna sarebbe stata complice nell’organizzazione dell’agguato al marito, mentre gli altri due sarebbero stati gli esecutori materiali del delitto.
C.S.
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