
Lamezia Terme - Dopo la condanna a 10 anni di reclusione, in primo grado, per il collaboratore di giustizia Gennaro Pulice imputato dell'omicidio di Gennaro Ventura, il fotografo ed ex carabiniere ucciso il 16 dicembre del 1996 nelle campagne di Lamezia, arriva la sentenza d’appello. 7 anni e 8 mesi. Questa la condanna della Corte d’Assise d’Appello per il collaborare Pulice. Una condanna sulla quale la famiglia di Ventura esprime profonda amarezza. Ridotta, infatti, la pena per Pulice, reo confesso dell’omicidio del fotografo.
Ventura, secondo quanto dichiarato dallo stesso Pulice, sarebbe stato ucciso per vendetta in quanto, quando era ancora in servizio nell'Arma, aveva contribuito all'individuazione e alla conseguente condanna di una persona contigua alla cosca Cannizzaro di Lamezia responsabile di una rapina a Tivoli. Anni dopo Ventura, tornato a Lamezia a svolgere la professione di fotografo, fu attirato in una trappola e ucciso da Gennaro Pulice, che occultò il cadavere in una vasca sotterranea all'interno di un casolare abbandonato. Dodici anni dopo la morte, il suo corpo fu ritrovato. Furono proprio le dichiarazioni di Pulice a dare un’accelerazione alle indagini e scoprire quando e perché fu ucciso Gennaro Ventura. A processo anche Domenico Antonio Cannizzaro, condannato a 30 anni di reclusione, ritenuto esponente di spicco dell'omonima cosca, accusato di essere stato il mandante dell'omicidio di Ventura. Per lui il processo d’appello continuerà a gennaio. La famiglia, intanto, costituita parte civile nel processo, dopo questa sentenza punta a chiedere ricorso in Cassazione.
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